Il caso
Bimbo di Napoli, "il cuore era congelato": nell'indagine del Monaldi le verità sul primo trapianto
L'audit interno dell'ospedale ricostruisce anche l'errore di comunicazione procedurale che ha costretto il bambino all'ECMO
«All’apertura del contenitore termico risultava impossibile estrarre il secchiello contenente il cuore, completamente inglobato in un blocco di ghiaccio». Il freddo linguaggio burocratico dell’audit interno dell’azienda ospedaliera Monaldi certifica l’incredibile errore che ha danneggiato il cuore che avrebbe potuto salvare il bambino che ora lotta ancora legato a un esile filo per la sopravvivenza.
«La Repubblica» pubblica oggi i verbali dell’indagine interna compiuta dall’ospedale che tracciano le fasi dal trasporto fino ai concitati momenti in sala operatoria. Il cuore era congelato, ma «nonostante il forte sospetto di un grave danno da congelamento dell’organo, in assenza di alternative», visto che il cuore malato del piccolo era già espiantato, «si decideva di procedere ugualmente e con la massima rapidità all’impianto». Il cuore non riparte e dopo tre ore si decide di usare l’Ecmo, il macchinario extracorporeo che tiene in vita il bambino mentre «contestualmente veniva inoltrata la richiesta urgente per la disponibilità di un nuovo organo». Emerge anche un «deficit comunicativo procedurale»: il primario della Cardiochirurgia, Guido Oppido, poco prima della scoperta dell’organo gelato aveva già staccato il cuore del paziente ritenendo - secondo quanto scrive Repubblica - di aver avuto un via libera che nessuno dei membri dell’equipe ha detto di aver dato.
Si apprende intanto che sono ancora a Napoli gli ispettori che il ministro della Salute Orazio Schillaci ha inviato all’ospedale Monaldi per fare luce sulla vicenda. Gli ispettori andranno poi a Bolzano.
Ci vorranno probabilmente almeno due o tre settimane prima che gli ispettori concludano il lavoro con la raccolta completa degli elementi che serviranno a elaborare il rapporto che sarà consegnato al ministro della Salute.
Stasera a Nola è stata organizzata una fiaccolata per il piccolo Domenico. Un momento di pregheria ma anche di condivisione per sostenere la famiglia in questo momento tra i più difficili. Proprio ieri il comitato di esperti ha espresso parere negativo ad un trapianto di cuore per il bimbo.La partenza della fiaccolata è alle ore 18.30, da piazza Duomo. È probabile che possa partecipare qualche membro della famiglia, originaria proprio di Nola, distrutta dalla scoperta che il cuore arrivato fosse stato danneggiato ed ora dalla conferma che il trapianto non potrà più essere effettuato.
