20 febbraio 2026 - Aggiornato alle 00:04
×

lo scandalo

“Un compleanno alla centrale di polizia”, il caso dell'ex principe Andrea scuote il Regno Unito: perché rischia l'ergastolo

L'arresto in Norfolk, perquisizioni tra Berkshire e Sandringham, sospetti su condivisione di materiale riservato con Jeffrey Epstein

19 Febbraio 2026, 15:56

19:29

“Un compleanno alla centrale di polizia”: il caso Mountbatten‑Windsor che scuote il Regno Unito

Arresto in Norfolk, perquisizioni tra Berkshire e Sandringham, sospetti su condivisione di materiale riservato con Jeffrey Epstein: tutto ciò che sappiamo (e ciò che resta da chiarire)

Seguici su

Stamattina nella tenuta di Sandringham, Norfolk si è presentata la polizia a casa di Andrew Mountbatten‑Windsor, l'ex principe Andrea, fratello di Re Carlo, proprio nel giorno del suo 66esimo compleanno. La polizia lo ha portato via. Poi il comunicato della Thames Valley Police: “È stato arrestato un uomo sulla sessantina, residente nel Norfolk, con il sospetto di misconduct in public office (cattiva condotta in un ufficio pubblico). Stiamo effettuando perquisizioni in indirizzi nel Berkshire e nel Norfolk. L’uomo resta in custodia”. Non nominano l’indagato ma segna un passaggio senza precedenti nella storia recente della monarchia britannica.

Le forze dell’ordine, in ossequio alle linee guida nazionali, non hanno diffuso il nome ma che si tratti di Andrea è subito chiaro. Le perquisizioni hanno riguardato anche il Royal Lodge a Windsor Great Park (Berkshire) e i locali di Sandringham, dove l’ex principe risiede da mesi dopo aver lasciato il Berkshire.

La pista investigativa, ricostruita da fonti di polizia e stampa, è legata a quanto emerso nelle ultime settimane da un’ingente pubblicazione di documenti del Dipartimento di Giustizia USA (DOJ), un deposito di milioni di pagine relativo al caso Jeffrey Epstein. In quel materiale – comprendente anche email ed allegatiAndrew appare coinvolto in scambi di documenti e informazioni durante il periodo in cui svolgeva il ruolo di inviato speciale per il commercio e gli investimenti del Regno Unito (2001–2011). Tra il 2010 e il 2011 l’ex principe avrebbe inoltrato a Epstein report di viaggio, note riservate su missioni ufficiali in Singapore, Hong Kong e Vietnam, e persino un appunto confidenziale su opportunità d’investimento legate alla ricostruzione della provincia di Helmand, in Afghanistan

Per comprendere la portata delle accuse ipotizzate, occorre entrare nel perimetro giuridico del misconduct in public office. Secondo la Crown Prosecution Service (CPS), è un reato di common law che riguarda “abusi o negligenze gravi e volontarie nell’esercizio dei poteri o delle responsabilità dell’ufficio pubblico”, con una soglia di gravità alta e una cornice edittale che può arrivare – nei casi più estremi – fino all’ergastolo. In altre parole: non basta un errore di giudizio; serve la prova di una condotta deliberatamente scorretta, legata alle funzioni d’ufficio e tale da costituire un vulnus alla fiducia pubblica.

Gli agenti hanno ispezionato indirizzi riconducibili a Windsor Great Park (il Royal Lodge, Berkshire) e alla tenuta di Sandringham (Norfolk). Le immagini di veicoli non contrassegnati, riprese dai fotografi fuori da Wood Farm (Sandringham), circolano sin dal mattino. L’operazione, osservano gli esperti citati dai media britannici, segue i protocolli di un’indagine ad alta sensibilità, con la possibilità di trattenere il sospettato per 12–24 ore prima di decidere se inoltrare accuse, rilasciare con obbligo di presentazione o proseguire con ulteriori atti istruttori; la detenzione può estendersi fino a 96 ore solo con specifiche autorizzazioni.

Il nodo non è tanto l’esistenza di un rapporto – pur controverso – tra Andrew e Jeffrey Epstein, già nota da anni, quanto la presunta condivisione di documenti confidenziali quando Andrew operava come rappresentante speciale per il commercio e gli investimenti del Regno Unito. In questa veste, i trade envoys hanno un preciso dovere di riservatezza su informazioni sensibili, commerciali o politiche riguardanti i mercati e le visite ufficiali. Gli scambi di email emersi dai file – inclusa una catena del novembre 2010 inoltrata a Epstein in pochi minuti, e un messaggio della vigilia di Natale 2010 con un brief su Helmand – sono oggetto di valutazione da parte degli inquirenti. Resta da stabilire se e in che misura tali condivisioni costituiscano il nucleo di un’eventuale violazione penale.

Una nota attribuita a Buckingham Palace segnala che Re Carlo III è “pronto a collaborare con le autorità se richiesto” e riconosce “la serietà della situazione”. Sul versante politico, il primo ministro Keir Starmer ha ribadito un principio cardine: “Nessuno è al di sopra della legge”. È un passaggio che fotografa l’equilibrio richiesto in un caso che tocca al tempo stesso indipendenza investigativa, trasparenza e tutela del giusto processo.