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La tragedia

Migranti, il ciclone Harry e lo straziante appello dalla Tunisia: «Aiutateci a identificare i nostri cari»

Un medico non ha notizie di cinque familiari, tra cui il figlio e la moglie. Le stime di Mediterranea parlano di mille corpi in fondo al mare

20 Febbraio 2026, 15:04

Migranti, il ciclone Harry e lo straziante appello dalla Tunisia: «Aiutateci a identificare i nostri cari»

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A un mese dal ciclone Harry il Mediterraneo continua a restituire sulle coste siciliane i corpi di chi in quei giorni aveva preso il mare sperando in una vita migliore. Trovando invece la morte. E da Sfax, in Tunisia, si leva il disperato appello di Ibrahim Fofanah, medico e attivista che ha perso le tracce di cinque familiari – tra cui la moglie e il figlio – nel Mar Mediterraneo. Di loro non si sa più nulla dai giorni compresi tra il 18 e il 20 gennaio, quando il devastante ciclone Harry si è abbattuto sull'area. La sua dolorosa testimonianza è stata raccolta dall’associazione Refugees in Libya e rilanciata dall'ong Mediterranea Saving Humans, portando alla luce i contorni di una tragedia ancora in corso.

Secondo le stime di Mediterranea potrebbero essere un migliaio le persone morte in mare. Un mare che in questi giorni sta continuando a restituire i corpi, quasi sempre irriconoscibili, sulle coste del Trapanese. Solo in questa settimana cinque sono stati trovati a Pantelleria, un altro al porto di Trapani, due a Marsala, due in mare aperto trovati dalla Ong Humanity 1 ora ferma nel porto di Trapani.

Durante i giorni dell'emergenza legata al ciclone, centinaia di persone hanno lasciato le coste tunisine. Sebbene le prime stime parlassero di 380 dispersi, i drammatici racconti di sopravvissuti e familiari indicano che il numero reale delle vittime potrebbe essere purtroppo molto più ampio. La speranza e l'angoscia delle famiglie si scontrano ora con la cronaca, poiché negli ultimi giorni diversi corpi senza vita sono riaffiorati nei pressi dell'isola di Pantelleria e lungo le coste di Sicilia e Calabria.

Fofanah racconta che i suoi parenti si erano imbarcati diretti verso il Mediterraneo centrale, ma da quel momento di loro si sono perse completamente le tracce. Ora, di fronte alle notizie dei ritrovamenti, vive ore di profonda angoscia e chiede disperatamente aiuto per poter procedere al riconoscimento delle salme recuperate dalle autorità italiane.

Di fronte al dolore delle famiglie, Mediterranea Saving Humans ha lanciato un richiamo urgente alle istituzioni. L'ong chiede che le autorità competenti attivino tutti gli strumenti disponibili per la ricerca e il recupero dei corpi in mare. È ritenuto fondamentale procedere all'identificazione delle salme per poter informare formalmente i familiari, operando attraverso una stretta cooperazione internazionale e rendendo pubblici dati chiari e costantemente aggiornati.