Conflitto
Attacco Israele, Tajani: «Con l'Iran non sarà una guerra lampo»
Vertice alla Farnesina con il ministro degli Esteri; fase «difficile e complicata. L'attacco israeliano mirato allo strumento bellico iraniano
Alla Farnesina, il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito «difficile e complicata» la fase in corso, precisando che «non sarà una guerra lampo, durerà giorni e giorni».
Tajani ha riferito di essere stato informato dell’operazione militare contro l’Iran dal suo omologo israeliano, Gideon Sa’ar, che gli ha illustrato «l’obiettivo di smantellare lo strumento bellico iraniano più pericoloso per Israele e per le basi americane dell’area».
«Sono stato informato questa mattina dell’attacco iniziato, da parte del ministro degli Esteri israeliano Sa’ar, che mi ha detto qual è l’obiettivo della guerra, dell’attacco: loro intravedevano una reale intenzione dell’Iran di procedere con il progetto atomico e con il l’incremento della produzione di missili anche a gittata più lunga, eventualmente anche missili che potevano colpire l’intera Europa», ha aggiunto il titolare della Farnesina.
Tajani ha poi comunicato che «la prima notizia positiva è che non c’è neanche un italiano coinvolto negli attacchi molteplici che ci sono stati in Iran e nei Paesi dell’area del Golfo».
Ha precisato che anche i militari dell’Aeronautica presenti nella base in Kuwait, colpita da missili lanciati dall’Iran, «sono tutti incolumi, erano tutti nel bunker».
La pista dell’aeroporto ha riportato «danni ingenti», ma «non ci sono militari italiani feriti».
Il ministro ha ricordato inoltre «un attacco al comando della Quinta Flotta», ribadendo che «non ci sono italiani coinvolti in tutta l’area, né civili né militari».
Il quadro regionale resta teso: «Ci sono già state esplosioni negli Emirati, che hanno chiuso lo spazio aereo per una settimana, quindi c’è un clima preoccupante. Dipende tutto dall’Iran: se l’Iran intende allargare la guerra, però poi rischia veramente l’isolamento mondiale, rischia una reazione molto dura. Speriamo che la situazione non peggiori».
«Per quanto ci risulta la reazione dell’Iran è contro basi americane, come quella in Kuwait, dove ci sono oltre 300 uomini dell’Aeronautica italiana, però ho parlato anche con il generale Conserva che mi ha confermato che non c'è alcun problema», h aggiunto il vicepremier.
«I nostri militari - ha aggiunto - sono tutti al sicuro in Libano, in Giordania, e anche i carabinieri a Gerico. Insomma, la situazione al momento è non di allarme grave per i nostri concittadini, in modo particolare per i militari».
«Intanto vogliamo e ci auguriamo che la guerra duri il meno possibile, che ci siano spazi di riapertura di un dialogo diplomatico. Ci auguriamo che il popolo iraniano possa essere rispettato nei suoi diritti. Purtroppo nell’ultima fase c'era stato un accanimento del regime contro la popolazione civile. Ecco perché avevamo deciso a livello europeo di infliggere nuove sanzioni, di inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche».
«Avevamo dato dei segnali molto chiari all’Iran, affinché facesse marcia indietro, ma fino ad adesso questa marcia indietro non c'è stata», ha aggiunto Tajani, spiegando che in base a «informazioni che mi ha ribadito anche il ministro degli esteri israeliano Sàar», Teheran «continuava a produrre e a procedere nella fase dell’armamento, anche atomico, nonostante il dialogo in corso. Comunque vedremo cosa potrà accadere, siamo a fianco al popolo iraniano che chiede democrazia, speriamo che il regime receda dall’idea di costruire armi atomiche e costruire missili a lunga gittata».
