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l'arresto

Preso nel resort di lusso sul mare il boss della camorra: il video del blitz dei carabinieri

Chi è Roberto Mazzarella, a soli 38 anni inserito nella lista dei latitanti più pericolosi

04 Aprile 2026, 19:10

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Preso nel resort di lusso sul mare il boss della camorra: il video del blitz dei carabinieri

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La latitanza di Roberto Mazzarella, 48 anni, erede e attuale reggente dell’omonimo clan egemone nella zona orientale di Napoli, si è conclusa la scorsa notte.

Il desiderio di celebrare la Pasqua in famiglia lo ha tradito: ciò che doveva essere un soggiorno a cinque stelle in un esclusivo resort di Vietri sul Mare (Salerno), con tariffe oltre i mille euro a notte, si è trasformato in una trappola.

I Carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Napoli, con il supporto dello Squadrone Cacciatori di Calabria, hanno fatto irruzione nella struttura individuata come rifugio del capoclan.

Mazzarella, quarto nell’elenco dei latitanti più pericolosi d’Italia stilato dal Viminale, soggiornava sotto falso nome, insieme alla moglie e ai figli. Al momento del fermo non ha opposto resistenza.

Determinanti per la sua localizzazione sono stati il monitoraggio dei social network e l’analisi dei flussi finanziari riconducibili ai familiari. Il 48enne era ricercato dal 28 gennaio 2025 in esecuzione di un mandato di cattura per l’omicidio, aggravato dal metodo mafioso, di Antonio Maione, ucciso il 15 dicembre 2000 all’interno di una salumeria.

Secondo le ricostruzioni investigative, si trattò di una vendetta trasversale: la vittima pagò per l’omicidio di Salvatore Mazzarella, padre di Roberto, commesso dal fratello di Maione. A esplodere il primo dei quattro colpi mortali sarebbe stato proprio l’allora ventiduenne Roberto, che in seguito riuscì a sottrarsi all’arresto.

La perquisizione della villa in Costiera Amalfitana ha fruttato sequestri ritenuti di grande interesse: tre orologi di lusso, circa 20 mila euro in contanti, telefoni cellulari, documenti falsi e manoscritti che potrebbero contenere la contabilità del clan.

Su questo materiale sono in corso approfonditi accertamenti per ricostruire l’assetto attuale e le ramificazioni economiche della cosca, storicamente fondata dagli zii di Mazzarella, Ciro, Gennaro e Vincenzo.

Con la cattura del boss, la lista dei super ricercati si assottiglia ulteriormente: restano a piede libero tre storiche “primule rosse”, Attilio Cubeddu, Giovanni Motisi e Renato Cinquegranella.

L’episodio conferma un ricorrente “tallone d’Achille” della criminalità organizzata: la propensione a ricongiungersi con i familiari durante le festività e la passione per il lusso. Circostanze già fatali, in passato, per figure come Corrado Orefice (fermato a Natale 2015), Angelo Marino (bloccato durante le feste nel 2013) e Salvatore Maggio (scovato nel 2016 in un hotel di pregio della Penisola Sorrentina).

L’operazione, coordinata dalla Dda di Napoli, ha ricevuto il plauso delle istituzioni. Il comandante generale dell’Arma, Salvatore Luongo, ha espresso profondo orgoglio e gratitudine verso i carabinieri; la presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, ha definito il blitz «un risultato di grande rilievo nella lotta alla criminalità organizzata».