English Version Translated by Ai
10 aprile 2026 - Aggiornato alle 20:42
×

il caso

Il ruggito di Leone XIV ferma l'apocalisse: "Chi sta con Cristo non lancia bombe"

Il monito social del Papa alla vigilia della grande Veglia per la pace. Dopo la tregua USA-Iran, il pressing del Vaticano: "Le armi non creano libertà"

10 Aprile 2026, 17:56

18:01

Il ruggito di Leone XIV ferma l'apocalisse: "Chi sta con Cristo non lancia bombe"

Seguici su

Un messaggio inequivocabile, un monito alla vigilia di uno dei passaggi spirituali e politici più delicati del suo pontificato: «Dio non benedice alcun conflitto». Con queste parole, nel pomeriggio del 10 aprile 2026, Papa Leone XIV ha affidato al suo account ufficiale @Pontifex_it un richiamo netto alle coscienze.

Non si tratta di un appello generico, ma di un intervento calibrato in un mondo sull’orlo del collasso, scosso dalla guerra USA-Israele contro l’Iran e dai pesanti bombardamenti sul Libano e che arriva anche poche ore dopo le indiscrezioni relative alle minacce dell'Amministrazione Trump al Nunzio Apostolico in Usa.

Il Pontefice, primo americano asceso al soglio di Pietro, utilizza i social per scuotere l’opinione pubblica: «Chi è discepolo di Cristo, principe della pace, non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia le bombe». Un messaggio che sembra fare eco ad una risposta del presidente Trump che a una domanda di un giornalista ha, sostanzialmente detto, che Dio approverebbe la guerra all'Iran.

Il messaggio arriva a ridosso del cessate il fuoco di due settimane concordato tra Washington e Teheran, tregua fragile che Leone XIV ha salutato come un «segno di grande speranza», dopo aver definito «inaccettabile» la minaccia del Presidente USA di annientare l’intera civiltà iraniana.

La posizione del Papa smonta la retorica della guerra come strumento di ordine: «Non saranno le azioni militari a creare spazi di libertà o tempi di pace». Una linea già tracciata a gennaio, nel discorso al Corpo Diplomatico, quando mise in guardia dal confondere la vittoria delle armi con la pace — «che non è sottomissione» — e ribadita nel messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, in cui invoca una pace «disarmata e disarmante».

Il post di ieri amplifica la mobilitazione globale in vista della grande Veglia per la Pace di sabato 11 aprile, indetta dallo stesso Leone XIV durante il messaggio Urbi et Orbi di Pasqua con un grido che ha fatto il giro del mondo: «Chi ha in mano armi le deponga!». Un invito che ha oltrepassato le mura leonine, spingendo diocesi e parrocchie — da Washington fino alle comunità delle Filippine — a organizzare veglie in simultanea con piazza San Pietro.