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10 aprile 2026 - Aggiornato alle 19:04
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il caso

Il giallo di Melania Trump: perché riaprire (all'insaputa di Donald) il vaso di Pandora su Epstein?

La First Lady nega legami col defunto criminale sessuale. Ma la mossa a sorpresa spiazza la Casa Bianca, indigna la stampa conservatrice e riaccende i riflettori su foto e vecchie email compromettenti

10 Aprile 2026, 19:04

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Il giallo di Melania Trump: perché riaprire (all'insaputa di Donald) il vaso di Pandora su Epstein?

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Scossone imprevisto alla Casa Bianca. Mentre a Washington l’attenzione è assorbita dal conflitto con l’Iran, la First Lady Melania Trump ha diffuso una dichiarazione pubblica in cui smentisce qualsiasi legame con il defunto criminale sessuale Jeffrey Epstein. Un’iniziativa che ha colto di sorpresa persino i media più vicini all’amministrazione, alimentando interrogativi sui motivi della sortita e sul livello di consapevolezza del Presidente Donald Trump.

La reazione dei conservatori è stata di palese smarrimento. Jacqui Heinrich, corrispondente di Fox News, ha ammesso in diretta lo stupore della redazione: "Ci è sembrata uscita dal nulla", spiegando di non aver ricevuto riscontri dai consueti contatti istituzionali, incluso il Presidente. Anche il New York Post si è chiesto perché riaccendere i riflettori su una vicenda che la Casa Bianca tenta di archiviare, temendo ricadute sulla corsa per il secondo mandato di Trump.

In difesa di Melania è intervenuto il suo senior advisor, Marc Beckman, che in modo allusivo ha affermato che "le bugie devono finire", invitando a concentrarsi sui risultati della First Lady. Resta nebulosa la reazione del Presidente. Raggiunto telefonicamente da un conduttore di MS Now, Trump ha dichiarato di "non saperne nulla" e ha liquidato la questione con un laconico "Lei non lo conosceva" prima di chiudere la chiamata.

Le comunicazioni ufficiali non hanno chiarito il quadro: un portavoce ha inizialmente riferito al New York Times che il Presidente fosse informato, salvo poi correggere il tiro sostenendo che non fosse certo del contenuto effettivo della dichiarazione.

La linea difensiva di Melania, che parla di una "conoscenza superficiale" limitata alla frequentazione delle "stesse feste" di Epstein, contrasta con materiali fotografici e documentali. Scatti del 2000 la mostrano insieme a Epstein al club Mar-a-Lago di Trump. L'ambasciatore italo americano Paolo Zampolli ha detto di essere disponibile a testimoniare davanti al congresso che è stato lui a presentare Melania a Donald.

Pesano però i legami con Ghislaine Maxwell, già collaboratrice di Epstein: Melania ha ammesso di averle scritto un’email nell’ottobre 2002, firmandosi affettuosamente "Love, Melania" ed elogiando un profilo di Epstein apparso su New York Magazine, definito una "bella storia". In quell’articolo compariva la celebre citazione in cui Donald Trump esaltava la passione dell’amico per le belle donne, "molte delle quali giovani".

Nel corso della lettura pubblica della sua nota, la First Lady è apparsa in difficoltà e ha declassato quello scambio epistolare a un episodio "triviale". Tuttavia, il tono confidenziale sembra confermato dalla risposta di Maxwell, che si rivolgeva a Melania con il vezzeggiativo "Sweet pea".

Appena tre settimane dopo, nel novembre 2002, i coniugi Trump e Maxwell furono nuovamente immortalati insieme, accanto a Naomi Campbell, durante un evento newyorkese di Dolce & Gabbana. Un tempismo infelice e una trama di relazioni che, nonostante gli sforzi di contenimento, continuano a generare un cortocircuito politico alla Casa Bianca.