English Version Translated by Ai
11 aprile 2026 - Aggiornato alle 19:55
×

Guerra

I negoziati a Islamabad con una trattativa tutta in salita: Hezbollah, lo stretto di Hormuz e le richieste sul nucleare bloccano l'intesa con l'Iran

C'è ottimismo ma tanti nodi restano ancora da sciogliere. Oggi Vance in Pakistan

11 Aprile 2026, 15:48

15:57

I negoziati a Islamabad con una trattativa tutta in salita: Hezbollah, lo stretto di Hormuz e le richieste sul nucleare bloccano l'intesa con l'Iran

Seguici su

Nonostante l’ottimismo espresso da Pakistan e Stati Uniti, il negoziato a Islamabad per provare a chiudere la guerra in Iran si profila come tutt'altro che semplice, mentre restano i nodi sui quali finora non si è riusciti ad arrivare a un punto d’incontro.

LIBANO - Come sottolineato dalla Bbc, il più recente ostacolo nelle trattative è la campagna israeliana contro Hezbollah, che minaccia di far deragliare i colloqui ancor prima che abbiano inizio. Sebbene il Pakistan stia tentando di persuadere Teheran ad abbandonare il punto sulla tregua in Libano come precondizione per le trattative, la Repubblica islamica insiste che per avviare i colloqui sia necessario prima raggiungere il cessate il fuoco nel Paese dei cedri, un punto escluso categoricamente da Israele che tuttavia sembra aver ridotto il ritmo degli attacchi. Resta da vedere se questa moderazione sarà sufficientemente discreta da soddisfare l’Iran.

LO STRETTO DI HORMUZ - Attraversato solo da un numero esiguo di navi dall’inizio della tregua. Trump afferma che l'Iran sta «facendo un pessimo lavoro» nel consentire il passaggio delle navi, sottolineando che «questo non è l'accordo raggiunto». Il decalogo di richieste iraniane prevede il controllo di Teheran sul braccio di mare, anche attraverso il sistema di «pedaggio» introdotto dall’inizio della guerra. Ma le difficoltà restano, soprattutto per la presenza di mine nello stretto.

NUCLEARE - Trump ha affermato di aver lanciato l’operazione Epic Fury anche per garantire che l’Iran «non possa mai avere l'atomica», arma che Teheran sostiene di non aver mai cercato di costruire rivendicando il diritto di arricchire l’uranio per scopi civili. La proposta iraniana in 10 punti, che Trump ha definito «una base praticabile su cui negoziare», include la richiesta di riconoscimento internazionale dei diritti di arricchimento dell’uranio. Secondo quanto riferito, il piano di Trump in 15 punti chiederebbe invece all’Iran di «porre fine a qualsiasi arricchimento dell’uranio sul territorio iraniano».

I PROXY REGIONALI - Washington vuole che l’Iran tagli il suo sostegno finanziario alla rete di alleati (Hezbollah in Libano, Houthi in Yemen, Hamas a Gaza e le milizie in Iraq) che ha conferito a Teheran un’influenza regionale, permettendole di esercitare quella che viene spesso definita «difesa avanzata» nelle sue lunghe dispute con Israele e gli Stati Uniti. Tuttavia, al momento non ci sono segnali che l’Iran sia pronto a rinunciare ai suoi alleati.

SANZIONI, ASSET CONGELATI E RIPARAZIONI - L’Iran chiede la revoca di tutte le sanzioni statunitensi e internazionali come parte di qualsiasi accordo. Venerdì, il presidente del Parlamento e negoziatore, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che circa 120 miliardi di dollari di beni iraniani congelati devono essere sbloccati prima dell’inizio dei negoziati, sostenendo che fosse parte delle misure precedentemente concordate nella tregua. Ma mentre si rincorrono indiscrezioni e smentite, sembra altamente improbabile che l'amministrazione Trump sia disposta a fare una concessione così sostanziale solo per avviare i colloqui. L’Iran insiste inoltre sulla richiesta di riparazioni di guerra.