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23 aprile 2026 - Aggiornato alle 21:00
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l'accusa

L'assurdo teatro russo: Mattarella accusato di "finanziare il nazismo"

In onda su Russia-1 l'ennesimo capolavoro di manipolazione: le parole del Capo dello Stato vengono isolate e decontestualizzate per colpire a livello simbolico l'Italia

23 Aprile 2026, 19:44

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 L'assurdo teatro russo: Mattarella accusato di "finanziare il nazismo"

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La macchina propagandistica del Cremlino ha sferrato un nuovo, mirato affondo contro l’Italia. Protagonista Vladimir Solovyov, volto di punta di Russia-1 e ingranaggio centrale della narrativa di Vladimir Putin, già colpito dalle sanzioni dell’Unione Europea all’alba del conflitto.

Nella puntata del 23 aprile 2026, significativamente intitolata “Appello all’Italia – finanziatori del nazismo”, il megafono moscovita ha lanciato imputazioni gravissime contro i vertici istituzionali di Roma, mescolando revisionismo storico, decontestualizzazioni e invettive.

L’operazione mediatica si inserisce in un clima di tensione acuita due giorni prima, il 21 aprile, quando lo stesso Solovyov aveva insultato pesantemente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Un episodio che ha indotto la Farnesina a convocare l’ambasciatore russo e suscitato la ferma replica della premier (“L’Italia non ha padroni”), accompagnata dalla solidarietà del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Bersaglio principale della retorica russa è proprio il Quirinale. Solovyov ha richiamato il discorso pronunciato da Mattarella a Marsiglia nel 2025, in cui il capo dello Stato paragonava l’aggressione russa in Ucraina alla logica di dominazione e conquista del Terzo Reich.

Quelle parole sono state piegate dalla propaganda per ribaltare la gerarchia morale del conflitto, svuotandone il senso al fine di rappresentare paradossalmente Mosca come vittima e il Colle come “russofobo”. A ciò si aggiunge il recupero strumentale di dichiarazioni del 2022 dell’ex ministro Luigi Di Maio contro Putin, ripescate per alimentare il racconto di un’Italia ostile e arrogante.

Il conduttore scava inoltre nel passato, utilizzando la memoria come un “manganello simbolico”. Evoca le responsabilità del fascismo sul fronte orientale durante la Seconda guerra mondiale, tentando un pericoloso parallelo tra i soldati italiani nel Donbass di ottant’anni fa e l’attuale sostegno di Roma a Kyiv. Un artificio retorico volto a riproporre il falso mantra secondo cui l’Europa avrebbe “allevato il nazismo ucraino”.

Sullo sfondo, traspare anche un risentimento personale: la capitale ha infatti congelato le ville di lusso di Solovyov sul Lago di Como. L’obiettivo strategico, tuttavia, va oltre i confini nazionali e punta all’Unione Europea.

L’attacco è andato in onda nello stesso giorno in cui Bruxelles ha formalizzato un pacchetto di aiuti da 90 miliardi per l’Ucraina (2026-2027). Colpendo l’Italia, Mosca tenta di incrinare la coesione continentale, ma si scontra con una continuità istituzionale granitica: dal Quirinale a Palazzo Chigi, Roma resta compatta e saldamente ancorata al fianco dell’Occidente.