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il caso

Sfilata di testimoni per l'omicidio Poggi: il faccia a faccia con le gemelle Cappa, Sempio farà scena muta

Paola sentita per due ore a Milano, ora tocca a Stefania. Domani l'interrogatorio di Andrea a Pavia, ma l'indagato sceglie la via del silenzio

05 Maggio 2026, 14:38

14:40

Sfilata di testimoni per l'omicidio Poggi: il faccia a faccia con le gemelle Cappa, Sempio farà scena muta

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Il nuovo filone d’inchiesta sul delitto di Garlasco entra nel vivo nelle stanze della caserma Montebello di via Vincenzo Monti, a Milano, divenuta in queste ore lo snodo di una fitta sequenza di escussioni.

Al centro dell’azione investigativa c’è l’esigenza di riascoltare i familiari di Chiara Poggi, secondo un serrato calendario di audizioni che contrasta con il silenzio scelto dal principale indagato.

La maratona è iniziata in mattinata con Paola Cappa, cugina della vittima.

Convocata come testimone, e dunque non indagata, si è presentata senza legali.

Il colloquio con i militari dell’Arma, svoltosi in assenza dei pm di Pavia, è durato circa due ore.

Intorno alle 13.00, poco dopo la conclusione della deposizione, ha fatto ingresso nella struttura meneghina anche la sorella, Stefania Cappa, arrivata con discrezione e in anticipo per mettersi a disposizione dei Carabinieri nel primo pomeriggio.

La catena delle convocazioni prosegue: per domani è già stata calendarizzata l’audizione di Marco Poggi, fratello di Chiara.

Nella stessa giornata, in Procura a Pavia, era atteso anche il passaggio processuale più delicato: l’interrogatorio del trentanottenne Andrea Sempio, nuovo indagato per l’omicidio.

Un confronto che, tuttavia, non avverrà.

I legali di Sempio, gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, hanno infatti anticipato che il loro assistito si avvarrà della facoltà di non rispondere.

Una scelta ricondotta a una "doppia motivazione": anzitutto, la difesa lamenta l’impossibilità di affrontare le domande dei pm a fronte di un quadro probatorio ritenuto "incompleto" e del mancato accesso all’intero fascicolo.

Inoltre, prima di qualunque confronto con i magistrati, è stata commissionata a uno psicoterapeuta una "consulenza personologica" tramite test specifici.

Solo all’esito di questa valutazione clinica, il pool difensivo si riserva di chiedere alla Procura la riprogrammazione dell’interrogatorio.