Il giallo
Il suicidio del catanese Pietro Gugliotta, la procura di Bologna ordina nuovi accertamenti
L'inchiesta sulla Banda della Uno Bianca: i pm chiedono l'acquisizione degli atti friuliani, audizione di medico legale e della seconda moglie dell'ex poliziotto morto
Alla procura di Bologna non bastano le rassicurazioni degli investigatori friuliani sulla morte di Pietro Gugliotta, il catanese suicida, componente della banda della Uno Bianca. I pm hanno infatti disposto ulteriori accertamenti su quanto è avvenuto lo scorso dicembre nella sua casa di Arba, in provincia di Pordenone. I magistrati che conducono l’indagine, la procuratrice aggiunta Lucia Russo e il pm Andrea De Feis, hanno già dialogato con i colleghi per poter acquisire le carte delle indagini tecniche svolte in Friuli e vogliono avere un confronto sia con il medico legale che si è occupato della vicenda sia con i familiari di Gugliotta, in particolare con la seconda moglie. Da quello che si apprende dall'avvocato, Stefania Mannino, Gugliotta poco prima di togliersi la vita ha contattato la donna dicendole che le avrebbe dovuto parlare con urgenza. Il suicidio, quindi, sarebbe legato a motivi familiari. Ma i pm bolognesi che indagano sulla banda della Uno Bianca non vogliono lasciare nulla al cosa.
A Gugliotta non era arrivata ancora nessuna comunicazione ufficiale da parte della Procura di Bologna, ma gli inquirenti avevano già in programma di sentire l’ex poliziotto, così come Roberto Savi, i suoi fratelli Fabio e Alberto, e gli altri ex componenti della banda. La Procura bolognese e i Ros hanno saputo del suicidio di Gugliotta solo qualche tempo dopo i fatti. I magistrati bolognesi sono ancora in attesa degli esami del Ris sui reperti degli omicidi dell’epoca riconducibili alla pericolosa gang composta per la maggior parte da uomini in divisa. Un tassello fondamentale per gli investigatori per l'andamento della nuova inchiesta.
