le reazioni
L'Ue sanziona i coloni israeliani e Netanyahu attacca: «In Europa fallimento morale, noi facciamo lavoro sporco»
Il primo ministro reagisce alle misure restrittive dei 27 ministri degli Esteri, alzando i toni contro l'Unione europea
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha attaccato duramente la Unione Europea dopo il via libera dei Ventisette a nuove misure restrittive contro i coloni responsabili di violenze in Cisgiordania e contro Hamas.
“Mentre Israele e gli Stati Uniti stanno ‘facendo il lavoro sporco dell’Europa’ combattendo per la civiltà contro i pazzi jihadisti in Iran e altrove, la Unione Europea ha messo a nudo il suo fallimento morale equiparando falsamente i cittadini israeliani ai terroristi di Hamas”, ha dichiarato il premier in una nota del suo ufficio. “Sanzionare gli ebrei per vivere in Giudea e Samaria è inaccettabile”, ha aggiunto, usando la denominazione ebraica della Cisgiordania. E ancora: “I tentativi dell’Ue di sanzionare i civili israeliani sono un ulteriore segno di debolezza e non avranno successo”.
L’intesa raggiunta dai ministri degli Esteri dell’UE prevede tre capitoli principali. Innanzitutto il congelamento dei beni: saranno bloccati tutti gli asset finanziari detenuti negli Stati membri, inclusi conti correnti, partecipazioni e altre proprietà di natura finanziaria. È poi stabilita l’interdizione all’accesso a fondi europei: persone, aziende e istituti di credito dell’UE non potranno trasferire denaro, effettuare pagamenti, concedere finanziamenti né mettere risorse economiche a disposizione dei soggetti colpiti. Infine scatta il divieto di ingresso e di transito nello spazio europeo.
Critiche anche dal ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, che su X ha definito la decisione “antisemita”: “Aspettarsi che l’Unione antisemita prenda una decisione morale è come aspettarsi che il sole sorga a occidente”. “Mentre i nostri nemici attaccano e uccidono gli ebrei, l’Unione Europea cerca di mettere a tacere chi si difende. L’impresa degli insediamenti non si fermerà: continueremo a costruire, piantare, proteggere e insediarci in tutta la Terra d’Israele”, ha scritto, sollecitando inoltre il ministro della Giustizia a far avanzare un disegno di legge del suo partito, Potere ebraico, volto a impedire alle banche di applicare le sanzioni.
