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la storia

Garlasco, i Poggi pronti a restituire i soldi a Stasi: "Nessun disagio se verrà prosciolto"

Il legale della famiglia di Chiara spazza via le polemiche mediatiche. Se la sentenza definitiva dovesse essere ribaltata e Stasi assolto, la restituzione di quanto percepito avverrà senza battere ciglio

13 Maggio 2026, 21:04

Garlasco, i Poggi pronti a restituire i soldi a Stasi: "Nessun disagio se verrà prosciolto"

A quasi diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il delitto di Garlasco torna a catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica, non solo per i recenti sviluppi investigativi, ma anche per la questione del maxi risarcimento. Se Alberto Stasi dovesse essere assolto in sede di revisione, la famiglia della vittima è già pronta a restituire quanto finora percepito.

L’ipotesi di un clamoroso rovesciamento giudiziario ha preso corpo con la chiusura delle indagini preliminari della Procura di Pavia su Andrea Sempio, le cui carte sono state trasmesse alla Procura generale di Milano per valutare un’istanza di revisione della condanna definitiva inflitta a Stasi.

Di fronte a questo scenario, l’avvocato dei Poggi, Gian Luigi Tizzoni, ha voluto prevenire illazioni e speculazioni: “Se Stasi sarà assolto, i soldi torneranno indietro”.

Una conseguenza naturale dell’eventuale mutamento del verdetto, ha spiegato il legale, e non l’avvio di un nuovo contenzioso.

La sentenza passata in giudicato del 12 dicembre 2015, che ha condannato Stasi a 16 anni di reclusione, aveva disposto un risarcimento di un milione di euro (350 mila per ciascun genitore e 300 mila per il fratello Marco), oltre a circa 22 mila euro per le spese processuali.

La fase esecutiva, però, si è rivelata complessa e segnata da compromessi. In un primo momento, Stasi risultava “impossidente”.

Alla morte del padre si è aperta la questione ereditaria, gestita con beneficio d’inventario: allo scadere dei termini, l’imputato non ha né accettato né rifiutato in via definitiva l’asse, collocandosi in uno “strano limbo” giuridico che ha impedito ai creditori di aggredire un patrimonio certo.

Per superare l’impasse, le due famiglie hanno sottoscritto un accordo transattivo al ribasso, quantificato in circa 700 mila euro, anche alla luce delle oggettive difficoltà economiche della madre di Stasi.

L’importo non è stato corrisposto in un’unica soluzione: dopo una prima tranche tra 150 e 200 mila euro versata dalla donna, il residuo è stato rateizzato.

Ad oggi, i Poggi hanno incassato complessivamente fra 350 e 400 mila euro.

Di questa somma, il 15-20% è già stato assorbito da parcelle legali e consulenze tecniche maturate in anni di battaglie giudiziarie.

Ma il dato più eloquente, dal forte valore materiale e simbolico, è un altro: il denaro restante giace su un conto bancario “mai toccato”.

Un elemento che chiarisce il vero intento dei genitori di Chiara: la loro difesa della condanna non è sorretta da alcun interesse economico a “tenersi” il denaro.

Un’eventuale restituzione non comporterebbe “nessun concreto e serio disagio”, ha concluso il legale.