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dopo l'udienza

Ha travolto i passanti a Modena: gip convalida l'arresto, nessun nesso con il disturbo schizoide

Le indagini evidenziano la volontà di colpire più persone dirigendo la vettura contro i marciapiedi affollati

19 Maggio 2026, 19:21

19:41

modena auto sui passanti

Al momento non emergono elementi che colleghino il gesto di sabato pomeriggio alla patologia — disturbo schizoide di personalità — per la quale Salim El Koudri era in cura presso il Centro di salute mentale di Castelfranco Emilia. Lo afferma la gip Donatella Pianezzi nell’ordinanza con cui ha convalidato l’arresto del 31enne, accusato di aver travolto diverse persone lanciandosi ad alta velocità nel pieno centro di Modena. Secondo la giudice, allo stato, non vi sono neppure riscontri per ritenere l’indagato incapace di intendere e di volere al momento dei fatti.

Nel medesimo provvedimento, la gip sottolinea che El Koudri, sabato a Modena, mirava a colpire il maggior numero possibile di passanti: avrebbe infatti indirizzato consapevolmente la Citroen C3 lungo le traiettorie più favorevoli a investire quanta più gente possibile. In un primo momento avrebbe puntato il marciapiede sul lato destro di via Emilia, colpendo i primi pedoni e una ciclista; quindi sarebbe rientrato in carreggiata e, poiché le persone riuscivano a scansarlo, avrebbe sterzato verso il marciapiede sul lato sinistro, in quel frangente particolarmente affollato.

Dopo la corsa forsennata contro i passanti nel centro di Modena, nel pomeriggio di sabato, conclusa con l’impatto contro la vetrina di un negozio e il ferimento gravissimo di una turista tedesca, alla quale sono state amputate entrambe le gambe, Salim El Koudri avrebbe tentato di riavviare la Citroën C3. Non è chiaro se con l’intenzione di colpire ancora o di darsi alla fuga; in seguito ha cercato comunque di allontanarsi a piedi, imboccando anche una via laterale, presumibilmente per far perdere le proprie tracce.

È quanto rileva la giudice per le indagini preliminari, Donatella Pianezzi, nel provvedimento con cui ha convalidato l’arresto, sottolineando il concreto pericolo di fuga.

Secondo la gip, tale rischio è accentuato dai solidi legami familiari con il Marocco, Paese d’origine della famiglia di El Koudri. Dalla ricostruzione emerge che i congiunti hanno mantenuto contatti assidui con i parenti nel Paese nordafricano e che il 31enne intrattiene rapporti stretti con i cugini, suoi coetanei, residenti laggiù. Un ulteriore elemento a sostegno è rappresentato dal fatto che, quando era occupato, accantonava risparmi per trascorrere periodi di vacanza in Marocco; l’ultimo viaggio collettivo della famiglia risale a due anni fa.

In Italia, El Koudri non disponeva di un impiego stabile, né di una compagna o di un proprio nucleo familiare, fatta eccezione per i genitori e la sorella. Pertanto, se rimesso in libertà, appare plausibile un tentativo di espatrio verso il Marocco, dove potrebbe contare su una rete di appoggi in grado di offrirgli copertura.