IL RELITTO
La lunga deriva dell’«Arctic Metagaz»: il video del sorvolo maltese sulla petroliera russa alla deriva nel Mediterraneo
Il gigante ferito scivola verso sud-ovest, senza equipaggio e senza sversamenti
All’alba, sugli schermi del centro di coordinamento marittimo de La Valletta, un puntino lento e ostinato scorre verso sud-ovest. Non ha voce, non risponde alle chiamate radio. È l’ombra di un colosso di acciaio lungo quasi tre campi da calcio che da giorni si muove per inerzia: l’Arctic Metagaz, petroliera-metaniera russa danneggiata, alla deriva, senza equipaggio. Nelle ultime ore ha oltrepassato la linea ideale che separa la zona SAR italiana da quella maltese, e ora resta sotto il cono di attenzione dell’isola.
Le notizie più attese arrivano però chiare: al momento, “non si segnalano sversamenti in mare”. Eppure, nella pancia del relitto ci sarebbero circa 700 tonnellate di gasolio: un carico non di GNL, ma di combustibile di bordo che, se disperso, potrebbe trasformare un’emergenza di sicurezza in un incidente ambientale. Lo scenario resta dinamico e la cronologia, precisa: è la mattina quando viene aggiorna la rotta della nave, confermando lo spostamento in zona SAR maltese e l’assenza di inquinamento visibile.
L’Italia continua a monitorare e offre supporto alle autorità de La Valletta. Il media maltese Newsbook ha mandato un inviato con un aereo privato per monitorare la situazione ed effettuare delle riprese. Il rischio inquinamento fa paura anche a Malta e i prossimi giorni di maltempo destano preoccupazioni.
Dove si trova e come si muove: rotta, correnti, vento
L’Arctic Metagaz descrive una deriva condizionata da correnti e venti tipici del bacino centrale del Mediterraneo in questo periodo. La traiettoria, oscillante ma tendenzialmente orientata a sud-ovest rispetto a Malta, l’ha spinta definitivamente nella Search and Rescue Region dell’isola, riducendo il rischio di un ingresso nella fascia di responsabilità italiana.
Ecco come si presenta #ArcticMetagaz .
— Sergio Scandura (@scandura) March 15, 2026
Esclusiva di @Newsbook_com_mt che questa mattina, con aereo privato decollato da Malta, ha documentato il relitto del tanker russo alla deriva.
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Il fatto che l’unità non sia governata – e che a bordo non vi siano persone – rende la previsione della rotta un esercizio complesso: bastano lievi mutamenti meteo-marini per cambiare velocità e direzione. I Notice to Mariners maltesi – con la prescrizione di tenersi a 5 miglia – vanno letti anche in questa ottica: un relitto instabile è, di per sé, un pericolo per la navigazione, oltre che un potenziale rischio ambientale.
I rischi ambientali spiegati: GNL che evapora, gasolio che inquina
L’Arctic Metagaz è una metaniera: il suo carico tipico è GNL (gas naturale liquefatto). Una precisazione cruciale per i lettori: il GNL, se liberato, tende a evaporare e disperdersi in atmosfera in tempi relativamente brevi, pur restando estremamente infiammabile; al contrario, il gasolio di bordo (il combustibile usato dai motori e per i servizi nave) può generare una macchia persistente in mare, con potenziale impatto su fauna marina, uccelli costieri e litorali.
È per questo che le autorità italiane e maltesi, pur registrando “nessuno sversamento” oggi, guardano con attenzione a quelle circa 700 tonnellate stimate nei serbatoi: una quantità che, in caso di compromissione delle paratie o di un improvviso capovolgimento, potrebbe complicare drasticamente la gestione dell’emergenza. Transport Malta e la stampa specializzata hanno nel frattempo ribadito i rischi di incendio e instabilità strutturale.
