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Caregiver, sanità, referendum e 4 regioni commissariate per l'accorpamento delle scuole. Tutte le decisioni del Consiglio dei ministri
Nel pomeriggio la riunione. Istituito un nuovo contributo da massimo 400 euro per chi assiste un disabile gravissimo
Le date del referendum sulla giustizia, una legge in materia di riconoscimento e tutela dei caregiver, i primi passi per la revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale e il commissariamento di quattro regioni, tutte a guida centrosinistra, in merito ai piani di dimensionamento della rete scolastica. Sono le principali misure adottate oggi pomeriggio dal Consiglio dei ministri.
CAREGIVER
Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, ha approvato un disegno di legge che introduce disposizioni in materia di riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari. L'intervento normativo introduce un quadro giuridico organico per riconoscere il valore sociale ed economico di chi assiste, in ambito domestico e a titolo gratuito, congiunti con disabilità o non autosufficienti. Il provvedimento punta a garantire dignità e tutele a una figura essenziale per la coesione sociale, prevenendo il rischio di isolamento e supportando i nuclei familiari, specialmente quelli in condizioni di maggiore fragilità.
In particolare viene istituito un contributo economico nazionale erogato dall'INPS, fino a un massimo di 400 euro mensili. Il beneficio è destinato prioritariamente a chi presta assistenza a persone con disabilità gravissima e versa in condizioni di disagio economico, con un reddito ISEE inferiore a 3.000 euro annui. Sono previste disposizioni di raccordo tra le tutele previste a livello statale e quelle previste a livello territoriale. Per assicurare uniformità di trattamento e certezza del diritto, saranno definite le modalità operative di riconoscimento, revoca o sostituzione del soggetto che presta assistenza. L'INPS gestirà le procedure di accettazione della figura individuata, assicurando un monitoraggio costante del limite di spesa.
Certificazione nel "progetto di vita": la riforma rende inoltre obbligatorio l'inserimento del nominativo di chi presta assistenza e del relativo carico assistenziale orario all'interno del "progetto di vita" e del Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) della persona assistita. Questa formalizzazione è il presupposto necessario per l'accesso a future tutele previdenziali e agevolazioni lavorative. Il provvedimento definisce infine l'ambito nel quale può essere individuata la figura, includendo il coniuge, le parti dell'unione civile, i conviventi di fatto e i parenti entro il secondo grado (o affini entro il terzo in casi specifici).
RIORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE E DELL'ASSISTENZA MEDICA
Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro della Salute Orazio Schillaci, ha approvato, con procedura d'urgenza, un disegno di legge recante la delega al governo per l'adozione di misure in materia di riorganizzazione e potenziamento dell'assistenza territoriale e ospedaliera e di revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale (SSN).
L'obiettivo prioritario della riforma è l'abbattimento delle liste d'attesa, garantendo ai cittadini tempi certi per l'accesso a visite ed esami diagnostici attraverso una maggiore appropriatezza clinica e organizzativa. In tale prospettiva, il disegno di legge valorizza l'assistenza territoriale, rafforzandone l'integrazione con l'assistenza ospedaliera, al fine di rispondere in modo più efficace ai bisogni assistenziali complessi e multidisciplinari della popolazione e di accrescere la resilienza complessiva dell'SSN.
La delega individua, tra i principi e criteri direttivi, il potenziamento dell'integrazione tra ospedale e territorio, l'aggiornamento della classificazione delle strutture ospedaliere, l'introduzione di nuove reti assistenziali tempo-dipendenti e specialistiche, l'aggiornamento del dimensionamento delle unità operative complesse in relazione al bacino di utenza, la promozione dell'appropriatezza dell'offerta ospedaliera anche attraverso la definizione di standard minimi per le attività di ricovero, articolati per area di attività e per ambito territoriale di riferimento, definiti ed implementati in coerenza con la disciplina in materia di ospedale di comunità, il riconoscimento del valore delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative, il miglioramento dell'assistenza alle persone non autosufficienti e a quelle affette da patologie croniche complesse, il rafforzamento dell'integrazione socio-sanitaria e la valorizzazione del ruolo della medicina generale e dei pediatri di libera scelta. Si rafforza il monitoraggio sui livelli essenziali di assistenza (LEA) per superare le disparità territoriali e garantire standard elevati di cura in tutto il Paese.
REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
È stato deliberato di proporre al Presidente della Repubblica le date del 22 e 23 marzo 2026 per lo svolgimento del referendum popolare confermativo sulla giustizia. Nelle stesse date si svolgeranno le elezioni suppletive in Veneto.
LA SCUOLA
Su proposta della premier Giorgia Meloni e del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, il governo ha deliberato l'esercizio del potere sostitutivo in merito ai piani di dimensionamento della rete scolastica per l'anno 2026/2027 delle regioni Emilia-Romagna, Sardegna, Toscana e Umbria. I commissari individuati sono: il dott. Bruno Di Palma, direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Regione Emilia-Romagna; il dott. Francesco Feliziani, direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Regione Sardegna; il dott. Luciano Tagliaferri, direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Regione Toscana; il dott. Ernesto Pellecchia, direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Regione Umbria.
Il governo sottolinea che il commissariamento si è reso necessario al fine di assicurare il raggiungimento degli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) in materia di dimensionamento scolastico.
Per la Regione Toscana si tratta di «un provvedimento ingiusto». «È sbagliato tagliare sulla scuola pubblica - dicono con una nota il presidente Eugenio Giani e l'assessore all'istruzione Alessandra Nardini -. Il Governo lo vuole fare non considerando neppure i numeri della reale popolazione studentesca e imponendo dunque un numero di tagli persino maggiore. Oggi al Consiglio dei Ministri abbiamo ribadito la nostra posizione di contrarietà. Adesso attendiamo con fiducia il pronunciamento del Capo dello Stato sul ricorso promosso dalla Regione»
