13 gennaio 2026 - Aggiornato alle 11:56
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La riunione

La Dc si scopre unita e punta alla giunta incontro con Schifani

"Tutti compatti": forse già oggi il confronto

Accursio Sabella

13 Gennaio 2026, 09:38

La Dc si scopre unita e punta alla giunta incontro con Schifani

Tutti compatti. Almeno per il momento. Almeno il tempo di incontrare il presidente della Regione Renato Schifani. Forse già oggi. Per parlare dei «rapporti col governo», cioè, in sostanza, della possibilità di un ritorno della Democrazia cristiana nella giunta regionale. È questo l'esito di un incontro durato oltre due ore, ieri, tra i sei deputati democristiani all'Ars, oltre a Salvatore Giuffrida appena estromesso da un ricorso, alla presenza del segretario regionale Stefano Cirillo, reduce dalle ultime polemiche col vice presidente nazionale Dc Gianpiero Samorì. Sospeso per ragioni legate alla gestione del conto corrente regionale, Cirillo si è difeso affermando che quella gestione non rientrava nei suoi compiti e nelle sue competenze. E così, dal Consiglio nazionale di qualche giorno fa è venuta fuori una tregua, se non uno stallo sulla successione dell'ex leader Totò Cuffaro, ai domiciliari dopo l'inchiesta su nomine e appalti.

In Sicilia, però, tutto è in movimento. E nelle oltre due ore di confronto sono anche emerse le «divergenze di vedute» dei parlamentari regionali.

Non è un segreto la diversa lettura del momento storico e politico tra chi riteneva (e probabilmente ritiene ancora oggi) utile legarsi o direttamente trasferirsi in un partito nazionale come l'Udc di Lorenzo Cesa e chi, invece, vuole continuare a sventolare il vessillo della “Nuova Dc”, nonostante i guai dell'ormai ex leader. Ma le divergenze sarebbero confluite tutte in un mantra, ripetuto dai presenti al confronto: «Siamo compatti». E compatti intendono presentarsi dal presidente della Regione: «Tutto come previsto. Avevamo detto – spiega il presidente della prima commissione Ignazio Abbate – che avremmo aspettato l'approvazione della Finanziaria dove siamo stati leali, così come in occasione della mozione di sfiducia. Ora, i tempi sono maturi». Maturi anche per un ritorno in giunta. I Dc sono convinti di avere percepito segnali di apertura da Palazzo d'Orleans. «Ma non è il momento di parlare di nomi», fanno sapere. Un nome, a dire il vero, era proprio quello di Abbate. Anzi era il nome più accreditato, fino a ieri mattina quando la Procura di Ragusa ha chiuso le indagini su una presunta truffa legata agli indennizzi per la tromba d’aria che colpì Modica il 17 novembre 2021, notificando a cinque persone gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Tra questi, appunto, Abbate, che sarebbe coinvolto per fatti risalenti al periodo in cui era sindaco di Modica. «Sono estraneo ai fatti», ha commentato. Non proprio un assist, comunque, la notizia dell'indagine, visto che le poltrone da riempire si sono liberate proprio per problemi di natura etica. Senza, tra l'altro, che i due uscenti (Messina e Albano) risultassero indagati.

Nelle prossime ore, tutto sarà più chiaro: «Ascolteremo le idee del presidente – dice Cirillo – e se possibile concorderemo un percorso». Un percorso che porta dritto alla giunta, sperano i democristiani. «Se non ci volesse nel governo? Faremo le nostre valutazioni, tutti insieme». Compatti. Questa è la parola d'ordine. Della nuova Nuova Dc, che prova a tornare in giunta.