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Il vice premier

Caso Mancuso, Tajani a Palermo: «Non c'è una questione morale in Forza Italia, per me vale la presunzione d'innocenza»

Alla convention del Politeama il segretario nazionale del partito si è detto garantista e ha ricordato i guai giudiziari del centrosinistra

Accursio Sabella

17 Gennaio 2026, 12:35

12:41

Tajani a Palermo

Tajani a Palermo

Il vice presidente del Consiglio arriva al Politeama di Palermo intorno alle 11. Prima, il passaggio da Palazzo d'Orleans per un vertice col presidente della Regione siciliana Renato Schifani, nel corso del quale sono stati concordati interventi per le imprese. Ma il caso dell'indagine che ha coinvolto il deputato regionale di Fi, Michele Mancuso, aleggia sul teatro pieno. E finisce nelle domande al segretario nazionale del partito Antonio Tajani. Che rivendica l'essenza garantista personale e del partito: «Non c'è – ha detto - una questione morale in Sicilia. Se ci sono delle persone indagate che poi verranno condannate perché hanno commesso delle cose in contrasto con la legge ne subiranno le conseguenze. Per me comunque in democrazia – ha aggiunto - vale sempre la presunzione di innocenza».

Resta il tema, però, della selezione della classe dirigente dei partiti, che secondo Tajani «vale in tutta Italia, per tutti i partiti, non vale solo per Forza Italia, perché ho avuto lo stesso atteggiamento che oggi ho in Sicilia. Quando la sinistra – ha ricordato - è stata travolta da un’inchiesta giudiziaria a Milano, ad esempio. Quindi, la selezione riguarda tutti quanti e poi le responsabilità penali sono personali. Però un conto è essere indagati e un conto è essere colpevoli. Io sono garantista per tutti, poi vedremo. La giustizia deve fare il suo corso, ma io sono così. La giustizia a orologeria non mi piace tanto». Per il vicepremier, anche nel caso di Mancuso bisognerà vedere «se saranno dimostrati i fatti - dice - chi è responsabile dovrà trarre le conseguenze, ma per me vale la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Sono garantista con tutti e non a seconda della maglietta che indossa una persona indagata, lo sono per quelli di Forza Italia come sono per quelli del Pd».

Poco prima, come detto, Tajani è stato accolto dal governatore a Palazzo d'Orleans. Nel corso della visita istituzionale è stato affrontato il tema dell’attualità politica internazionale e, in particolare, quello dei dazi doganali e dei possibili riflessi sul sistema produttivo e sull'export siciliano. Tajani e Schifani hanno definito i termini dell’accordo che a breve il ministero - attraverso la rete degli istituti del Sistema Italia all’estero - firmerà con la Regione per rafforzare l'internazionalizzazione delle imprese siciliane.

L’intesa prevede un coordinamento per sostenere export, investimenti e promozione del patrimonio culturale e creativo dell’Isola, offrendo alle aziende strumenti concreti per competere sui mercati internazionali. Schifani ha ricordato gli interventi voluti dal governo della Regione in favore delle imprese e la norma, poi stralciata dalla finanziaria regionale, che destinava 10 milioni di euro per sostenere i costi di esportazione delle aziende. Il presidente della Regione ha confermato a Tajani la volontà di presentare nuovamente l’emendamento. Poi, è stata la volta del teatro.