le misure
L'Ars vara la prime misure: 41 milioni per l'emergenza, stop canoni per i balneari e pedaggio in tre caselli della A18
Primo pacchetto di interventi. Passa anche un emendamento che chiede di dirottare 5 miliardi del Ponte. Savarino: «Chiederemo a Roma una deroga sulla scadenza delle concessioni dei lidi nel 2027»
Per gli interventi urgenti necessari a fronteggiare i danni causati dal ciclone Harry in Sicilia, il Parlamento siciliano questo pomeriggio ha approvato la legge d'iniziativa governativa che stanzia 40,836 milioni di euro. Venti milioni sono assegnati alla Protezione civile, 5 milioni al fondo di solidarietà per la pesca, 5 milioni per gli interventi di competenza del dipartimento regionale dell'agricoltura.
Per quest'anno i balneari non pagheranno i canoni demaniali, quantificati in 10,036 milioni, previsti per finalità turistico-ricreativa, sportiva, nautica da diporto, cantieristica navale ricadenti nelle aree portuali colpite dal ciclone. Da febbraio a giugno i residenti delle province di Messina e Catania sono esonerati dal pagamento del pedaggio autostradale nei caselli di Taormina, Giardini Naxos e Roccalumera; per i mancati introiti la Regione verserà al Consorzio autostrade siciliane (Cas) 800mila euro.
«È un primo segnale di attenzione - dice l'assessora regionale al Territorio Giusi Savarino - verso quei territori e quelle realtà economiche duramente colpite dal passaggio del ciclone Harry. Il governo Schifani sta lavorando per mettere in campo in tempi rapidi ulteriori misure di sostegno, anche attraverso il ricorso a Irfis FinSicilia, la finanziaria regionale, per sostenere quelle attività che hanno subito forti perdite economiche e limitare la potenziale perdita di fatturato. Il prossimo passo sarà quello di chiedere al governo nazionale deroghe per dimezzare i tempi delle autorizzazioni ambientali indispensabili alla ricostruzione e alle opere di mitigazione a tutela delle coste siciliane, attiverà una specifica sottocommissione dedicata in CTS proprio per accelerare al massimo le procedure».
Quindi un altro annuncio atteso, considerato che le concessioni degli stabilimenti balneari andrebbero in scadenza nel 2027 e da più parti si è sottolineata la difficoltà da parte dei privati di investire adesso per rimettersi in piedi, con la possibilità di non essere più titolari della concessione già a partire dal prossimo anno. «Chiederemo un differimento delle scadenze delle concessioni balneari - dice Savarino - La proroga è indispensabile non solo per ammortizzare gli investimenti necessari, ma anche per la sopravvenuta modifica dei Pudm, la pianificazione del demanio marittimo, proprio in queste aree costiere che hanno subito modifiche morfologiche tali da comportare una nuova definizione. Alcune aree destinate finora alle imprese balneari semplicemente non esistono più, la tempistica per questo lavoro non è compatibile con la scadenza del 2027».
Infine è passato un ordine del giorno presentato dal deputato Cateno De Luca (Sud chiama Nord) che impegna il governo regionale di chiedere a quello nazionale di dirottare 5,3 miliardi di fondi Fsc al momento destinati al Ponte sullo Stretto, «verso i territori e le popolazioni colpite dagli eventi climatici e ambientali». «Dall’Ars - dice Michele Catanzaro, capogruppo del Pd all’Ars - mandiamo un messaggio chiaro al governo Meloni: per la Sicilia il Ponte sullo Stretto non è una priorità. L’ordine del giorno presentato dalle opposizioni e approvato dall’Ars impegna il governo regionale a dirottare cinque miliardi di euro del Fondo sviluppo e coesione destinati al Ponte. Indica un percorso che il governo regionale e il governo nazionale non potranno e non dovranno ignorare».

