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le misure

«Destinare alle calamità 1,3 miliardi del Ponte»: all'Ars passa la proposta di De Luca. Dalla Regione altri 21 milioni subito

Col via libera di almeno nove deputati della maggioranza, nonostante il parere contrario del governo, è stato approvato un ordine del giorno di Cateno De Luca

28 Gennaio 2026, 11:21

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cateno de luca danilo lo giudice

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«I soldi per il Ponte? Vengano usati per riparare i danni del maltempo». L'atto non ha un valore vincolante. Ma ha una valenza politica chiarissima. Col via libera di almeno nove deputati della maggioranza, nonostante il parere contrario del governo, è stato approvato infatti un ordine del giorno di Cateno De Luca che impegna la giunta Schifani a destinare i fondi già stanziati per il Ponte sullo Stretto agli interventi legati al ciclone Harry. Una decisione, quella dell'Assemblea che lancia un «siluro» alla Lega di Matteo Salvini.

«L'Ars – ha commentato De Luca - ha scelto di mettere al centro la sicurezza dei cittadini e la tutela del territorio, indicando una priorità chiara: prima la ricostruzione, prima la messa in sicurezza, prima le comunità ferite da questa emergenza. Non si tratta di una battaglia ideologica contro le grandi opere – ha aggiunto – ma di una scelta di buonsenso. In una fase così delicata, le risorse disponibili devono essere orientate verso ciò che è urgente e indifferibile: proteggere le persone, ripristinare i servizi essenziali e garantire la continuità economica e sociale dei territori colpiti».

L'Ordine del giorno, passato con 32 voti favorevoli e 24 contrari, chiede anche una rimodulazione più ampia dei Fondi per lo sviluppo e la coesione, per un totale di oltre 5 miliardi. Una parte di questi, sarebbero utilizzati anche per dare aiuto alla comunità di Niscemi. «Dall’Ars – il commento del capogruppo del Pd, Michele Catanzaro - mandiamo un messaggio chiaro al governo Meloni: per la Sicilia il Ponte sullo Stretto non è una priorità».

Un caso politico, quello dei fondi per il Ponte, che esplode nei giorni già caldi del post-Consiglio dei ministri che ha dato il via libera a uno stanziamento di appena 33 milioni per la Sicilia. Meno della metà di quanto inizialmente stanziato dal governo regionale di Renato Schifani che ha previsto un primo intervento da 72 milioni. A questi, se ne aggiungeranno altri 20,8: è l'effetto dell'approvazione ieri all'Ars del cosiddetto «ddl aiuti». Un testo che prevede stanziamenti complessivi di circa 40,8 milioni per le comunità colpite dalle emergenze. «Si tratta – ha detto il governatore - di un primo concreto segnale di attenzione e di vicinanza nei confronti delle popolazioni e degli operatori economici di questi territori. Come ho detto fin dal primo sopralluogo che ho effettuato nella zona jonica del Messinese e del Catanese, occorre fare presto e fare bene per ripristinare condizioni di vivibilità e consentire la ripresa delle attività economiche».

Nel frattempo, però, monta la polemica sulla gestione dei fondi. Schifani, nel presiedere la cabina di regia sul maltempo ha affidato i compiti di “coordinamento e impulso” all'ex sottosegretaria Simona Vicari. Qualcuno – sottolinea il capogruppo del M5S, Antonio De Luca – ricordi a Schifani che è a processo per corruzione (il riferimento è al processo «Mare Monstrum» in corso a Trapani, ndr). Questo incarico arriva dopo quelli relativi a infrastrutture ed energia e al più recente relativo alla crisi idrica. A parte che non ci sembra che i risultati finora da lei ottenuti con gli incarichi precedenti siano di assoluto rilievo, ci pare del tutto inopportuno – ha aggiunto - affidare ora un compito così delicato a chi ha pendenze giudiziarie».