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Ciclone Harry, perizie, pec, date: tutto quello che c'è da sapere per chiedere i ristori della Regione

I fondi salgono da 20 a 23 milioni. Via libera al decreto: l’obiettivo è quello di erogare i contributi già nel mese di marzo. Chi può presentare la domanda e il ruolo di Irfis

30 Gennaio 2026, 11:47

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Ciclone Harry, perizie, pec, date: tutto quello che c'è da sapere per chiedere i ristori della Regione

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Aumentano i fondi per i ristori. Ma i soldi del Ponte non c'entrano. E i primi contributi potrebbero arrivare presto. Ieri, infatti, la giunta Schifani ha approvato il decreto che disciplina le modalità di erogazione degli aiuti. E sale anche la cifra messa a disposizione dei siciliani: da 20 a 23 milioni di euro (3 milioni sono stati recuperati da risorse della Protezione civile).

Come funzionerà il meccanismo dei ristori? Le richieste andranno inviate all’assessorato delle Attività produttive e dovranno contenere, oltre ai dati anagrafici del richiedente, l’indicazione del conto corrente intestato all’impresa e l’indirizzo Pec al quale ricevere le comunicazioni. La piattaforma informatica per l’invio delle richieste sarà attivata entro la seconda metà di febbraio e resterà aperta per i successivi 30 giorni. A conclusione dell’iter di invio delle domande, l’assessorato stilerà la graduatoria, con l’obiettivo di arrivare entro la fine marzo all’erogazione dei contributi.

Sempre a febbraio partirà anche la cosiddetta fase due dei ristori, che attraverso il Fondo Sicilia di Irfis erogherà alle imprese danneggiate contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati a tasso zero, con importo massimo erogabile di 400mila euro e primo pagamento delle rate dopo tre anni. Risorse che dovranno essere destinate alla ricostruzione o alla ristrutturazione delle aziende e, più in generale, a tutte quelle attività necessarie a riavviare le attività economiche. Il provvedimento sarà pubblicato la prossima settimana. A occuparsi dell’erogazione dei contributi, cumulabili in ogni caso con i futuri sostegni economici regionali e statali, sarà Irfis.

Considerata l’urgenza e la straordinarietà dell’intervento, le aziende potranno presentare soltanto la perizia giurata di un professionista. Sono esonerate, quindi, dalla presentazione sia del Durc, il documento che certifica il pagamento degli oneri contributivi e assistenziali, sia degli atti che attestano la regolarità degli adempimenti fiscali. Possono presentare domanda di contributo le micro, piccole e medie imprese, comprese associazioni ed enti del terzo settore, che gestiscono stabilimenti balneari o attività sui litorali siciliani, anche sulle isole minori.

Al termine della giunta che ha dato il via libera al decreto per i ristori, il presidente della Regione parla di «un primo e concreto segnale di attenzione verso tutte quelle realtà imprenditoriali, duramente colpite dal ciclone Harry, che hanno subito gravi danni e forti perdite di fatturato. Nel corso dei miei sopralluoghi nei luoghi investiti dal maltempo, avevo detto chiaramente che dovevamo fare presto e bene. Occorre dare risposte immediate - ha aggiunto Schifani - per questo ho voluto insediare subito una cabina di regia che coordinasse tutti gli interventi da mettere in campo. Abbiamo stanziato le risorse e predisposto un meccanismo agile di erogazione dei contributi per garantire a tutte le aziende un primo sostegno per ripartire, nella consapevolezza che occorre salvaguardare il turismo balneare in vista della prossima stagione estiva».

Soddisfatto anche l’assessore alle Attività produttive, Edy Tamajo: «Abbiamo scelto – dice – una procedura snella e straordinaria, perché in situazioni come questa la burocrazia non può diventare un ulteriore ostacolo. L’obiettivo è consentire alle imprese di ripartire rapidamente e ripristinare la piena operatività, oltre a tutelare il tessuto economico delle nostre coste».