31 gennaio 2026 - Aggiornato alle 09:00
×

la visita

Salvini a Furci: «Fondi del Ponte per l'emergenza? Sarebbe togliere soldi ai siciliani». E annuncia la riapertura della ferrovia entro marzo

Sopralluogo nel Comune colpito dal ciclone. Il ministro punta a «rivedere tutta la normativa sul piano spiagge»

30 Gennaio 2026, 15:13

20:12

salvini schifani furci

Seguici su

Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini è arrivato a Furci Siculo, nel Messinese, in una delle zone maggiormente colpite dal ciclone Harry e dove è sindaco il leghista Matteo Francilia. «I soldi del ponte per l'emergenza per fare fretta? - risponde ai cronisti - Non possiamo togliere soldi ai siciliani per aiutare i siciliani. Sarebbe come se quando c'è stato un problema in Piemonte, avessi sottratto soldi alla Tav. Sul Ponte sto aspettando la Corte dei Conti, avevo detto inizio lavori 2025, vuol dire che sarà il 2026». 

Il ministro ha sottolineato che «c'è necessità di fare in fretta» e che la richiesta più frequente da parte di sindaci e imprenditori è stata «tagliare la burocrazia». «Parliamo di ripascimento delle spiagge, rivedere norme vecchie, valutazione di impatto ambientale, barriere frangiflutti, cose che se uno deve seguire la normativa esistente, tra sei mesi siamo ancora qui a parlarne. La stagione bella è alle porte».

Esclusa la possibilità di usare i fondi stanziati nel 2026 per il Ponte (circa 1,5 miliardi), «i soldi - dice Salvini - arriveranno senza togliere nulla a scuole, strade e ponti siciliani. C'è un commissario, stiamo raccogliendo le richieste dei sindaci anche per potenziare le macchine comunali. Dare a un sindaco 50 milioni con un solo geometra in ufficio tecnico, non risolverebbe i problemi. Parliamo di settimane, non di mesi».

 

Salvini ha anche annunciato che «entro i primi di marzo riapriranno le tratte ferroviarie interrotte, da ferrovie mi hanno assicurato che stanno lavorando giorno e notte. Anas e Rfi stanno investendo 100 milioni». Infine un passaggio sulle barriere frangiflutti. «Possibile realizzare 25 chilometri di barriere su tutta la costa ionica? Non è un'opera faraonica?», chiede una giornalista. «Si può fare tutto, dobbiamo però cambiare la normativa sul piano spiagge. Senza barriere, alla prossima mareggiata ci ritroviamo a ripetere le stesse cose».

Aspettando l'arrivo del ministro anche il governatore Renato Schifani ha ribadito la sua contrarietà all'uso di una parte dei fondi destinati al Ponte sullo Stretto per l'emergenza. «Sono sereno, i fondi ci sono e ci saranno. Ci sono progetti finanziati con il Fsc 2021-2027 che, come fisiologico per tutti gli accordi di programma, non verranno realizzate perché non ci staremo coi tempi. Stiamo valutando quindi quali opere definanziare per spostare le coperture sull'emergenza mareggiata».

Ai cronisti che gli ricordano che l'Ars ha approvato a maggioranza un ordine del giorno che impegna il governo regionale a chiedere a Roma di dirottare i fondi del Ponte sull'emergenza, Schifani ha risposto: «Un ordine del giorno non è vincolante, parliamo di cose serie. Io sono concentrato solo su questo, faccio più il commissario che il governatore».