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L’intervista

Caruso: «Mai offerto assessorati De Luca traditore delle istituzioni»

Il segretario regionale di Fi e la secca smentita alle rivelazioni del leader di Sud chiama Nord

10 Febbraio 2026, 08:06

17:35

Caruso: «Mai offerto assessorati De Luca traditore delle istituzioni»

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«Non ho mai fatto alcuna proposta a Cateno De Luca, anche volendo non ne avrei avuto i titoli», Marcello Caruso, segretario regionale di Forza Italia, all'indomani dell'intervista rilasciata da Cateno De Luca a La Sicilia, scuote la testa. De Luca, dopo le dimissioni di Federico Basile da primo cittadino a Messina, ha puntato il dito contro il centrodestra, raccontando la proposta che ha ricevuto: un suo assessore in giunta regionale, per quattro assessori di centrodestra a Messina. Una proposta ritenuta «irricevibile», questo ha detto il leader di Sud chiama Nord. Ma dopo la bomba sganciata da “Scateno”, Caruso non ci sta. E apre le braccia: «Credo che abbia necessità di giustificare perché un sindaco si stia dimettendo proprio in un momento in cui c'è da affrontare una situazione catastrofica. De Luca e Basile dimostrano un’unica cosa: irresponsabilità, la stabilità del governo di Messina e della città metropolitana per inseguire un mero tornaconto politico che punta esclusivamente a salvare il suo movimento. Questo è “alto tradimento” del ruolo istituzionale».

Non gli ha chiesto di avere quattro assessori in giunta a Messina?

«Nella maniera più assoluta».

Lui ha detto, parlando con “La Sicilia”, che non temeva smentite.

«Avrebbe dovuto, invece, perché altro che “ricatto: qui siamo davanti a una mistificazione della realtà per coprire l’imbarazzo politico più grande: le dimissioni anticipate del sindaco di Messina. Il resto è narrazione costruita a posteriori».

Ma perché tirare in ballo lei?

«Mettiamo ordine ai fatti: non sono mai stato delegato da alcun partito a chiedere posti in giunta per Messina. Io rappresento Forza Italia, non il governo regionale. E non avrei mai potuto offrire un posto da assessore nella giunta: non ne ho il ruolo, né il potere. Il resto è fantasia politica, utile solo a costruire un alibi».

E l'alibi gli serve a quale scopo?

«Perché le dimissioni di Basile non sono un atto di coraggio, ma una mossa tattica per evitare la sfiducia. Lo sanno i numeri, lo sanno i consiglieri comunali, lo sanno i messinesi. Qui non c’è nessun complotto: c’è solo la difficoltà di ammettere che una stagione politica si è inceppata».

Ma perché puntare il dito proprio contro il centrodestra?

«Posso solo dire che è un personaggio politico che non ha mai sciolto le ambiguità che lo caratterizzano. Non ha mai detto con chiarezza da che parte sta».

Lo avete mai corteggiato?

«Non corteggio nessuno, in nessuna occasione».

Ci sarà pur stato un dialogo?

«È stato un avversario in campagna elettorale, da ultimo ha votato la sfiducia al presidente della Regione e non ha votato la finanziaria. Altro che patto occulto: l’opposizione è stata scelta e praticata apertamente».

Nessuna vicinanza, mai?

«Qualche volta ha dato l'impressione di volersi avvicinare ma non si è mai concretizzato nulla, c'è qualcuno che ha mai visto una sua posizione univoca, d'altronde».

E se adesso decidesse con chiarezza di stare col centrodestra, ci potrebbe essere un dialogo?

«Non credo proprio, questa decisione stride troppo con quello che le istituzioni devono rappresentare. Voglio essere molto chiaro: in un momento come questo è assolutamente prioritario accantonare qualsiasi strategia politica perché è prioritario dare risposte. Risposte che come prima cosa devono venire da chi rappresenta le istituzioni, non è in alcun modo accettabile che si anteponga a questo un calcolo politico».

A Barcellona, dove si andrà pure al voto, c'è una spaccatura tra Fi e il resto della coalizione, cosa succede adesso?

«In questo caso, alle ultime elezioni è stato eletto un sindaco di Fi, che durante la sua sindacatura ha voltato le spalle al partito. Noi siamo aperti al dialogo ma rivendichiamo la candidatura».

E a Messina?

«Il centrodestra troverà le ragioni per stare insieme, per offrire un’alternativa seria, credibile e responsabile a De Luca e Basile. Meno propaganda, meno vittimismo, più rispetto per le istituzioni e per i cittadini».