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Dopo il sopralluogo

«Lo Stato c'è», dice Meloni sulla frana Niscemi. Ma M5S e Pd chiedono chiarezza

Dopo la visita di questa mattina della premier, con l'annuncio di un decreto da 150 milioni e sospensione dei tributi, le opposizioni reclamano dettagli, tempi certi e trasparenza

16 Febbraio 2026, 17:42

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«Lo Stato c'è», dice Meloni sulla frana Niscemi. Ma M5S e Pd chiedono chiarezza

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«Sono tornata oggi a Niscemi per un nuovo sopralluogo nelle aree colpite dalla frana, per incontrare i cittadini e dare risposte concrete alla comunità duramente colpita da questa emergenza. Lo Stato c'è». Sono queste le parola che la presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, ha scritto sui social al termine della visita inattesa di questa mattina nella cittadina in provincia in Caltanissetta da settimane in emergenza per via della grande frana che minaccia di far sparire una parte del centro cittadino. La premier, che ha poi annunciato un decreto da 150 milioni di euro, posta anche le immagini della sua visita nella cittadina del Nisseno. E non sono mancate le polemiche.

Così i parlamentari siciliani del Movimento 5 Stelle in una nota: «Nel corso della sua odierna visita a Niscemi, Giorgia Meloni dice e non dice. Annuncia lo stanziamento di 150 milioni e la sospensione dei tributi fino a ottobre, ma poi non dà dettagli e nemmeno tempistiche. Comprensibile che non si voglia "forzare" sul piano tecnico, ma la politica ha il dovere di indicare un cronoprogramma e assumersi la responsabilità delle scelte che fa. Serve trasparenza e il coinvolgimento reale di Comune e cittadini. Bisogna avere chiaro quante risorse saranno immediatamente disponibili, quali saranno i criteri con cui verranno assegnati gli indennizzi, e quali le garanzie sulla rapidità delle procedure. Altrimenti diventa difficile capire quando i cittadini vedranno risultati concreti. Al di là delle dichiarazioni rassicuranti della Premier, l’emergenza ambientale, sociale ed economica di Niscemi va affrontata con determinazione e competenza. Aspettiamo di vedere il decreto al prossimo CdM, ma vigileremo affinché agli annunci seguano fatti».

«Di fronte a un’emergenza grave come quella che ha colpito Niscemi, il silenzio del governo nazionale e l'inerzia della Regione Siciliana sono inaccettabili. Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere interventi immediati e concreti a sostegno di famiglie e imprese colpite». Così Mario Giambona, vice capogruppo del Pd all’Ars. «Sapevamo già quanto il parlamento e la maggioranza di governo a livello nazionale fossero poco sensibili alle problematiche della Sicilia, capaci di raccogliere consenso in campagna elettorale e poi di scomparire quando i territori vengono colpiti da emergenze drammatiche - aggiunge - Quello che oggi non riusciamo a comprendere è l'assenza di iniziativa da parte del presidente della Regione e della sua maggioranza, che su molte misure potrebbe intervenire immediatamente. Dopo l’uragano e la frana che hanno devastato Niscemi, famiglie e attività produttive si aspettavano risposte rapide. Invece la Regione non ha attivato alcuna misura rientrante nelle proprie competenze: nessuna sospensione dell’Irap, nessuna sospensione della tassa automobilistica, nessun intervento sui tributi comunali né sull'imposta di soggiorno. È una scelta politica precisa che scarica il peso della ricostruzione su cittadini e imprese già in ginocchio. Ancora più grave è l’assenza totale di iniziative del governo nazionale sui tributi e sui contributi di competenza statale. Al netto della disponibilità manifestata dal sistema bancario per la sospensione delle rate dei mutui, da Roma non è arrivato alcun atto concreto. Con l’interrogazione parlamentare - conclude - chiedo che si intervenga subito con la sospensione dei tributi e con misure fiscali straordinarie, come già avvenuto in altre regioni d’Italia colpite da calamità. La Sicilia non può continuare a essere trattata come un territorio di serie B».

«I danni prodotti dal ciclone Harry sono enormi. Le immagini di Niscemi sono drammatiche. La nostra segretaria, Elly Schlein, è stata sui luoghi della tragedia poche dopo. La presidente del Consiglio dopo un sorvolo in elicottero ha trovato solo oggi il tempo di confrontarsi con le comunità colpite. Meglio tardi che mai, certo. Ma qui non serve una passerella: serve serietà e responsabilitàAbbiamo chiesto misure urgenti e concrete. Abbiamo depositato emendamenti al Milleproroghe in discussione alla Camera nei prossimi giorni: sospensione del pagamento di tasse e contributi, ma anche sostegni economici a famiglie e imprese danneggiate. Dalla maggioranza, invece, è arrivata l’ennesima riproposizione di un condono in stile 2003. Non è questo che serve a chi ha perso tutto. I danni stimati superano i 2 miliardi di euro. Il Governo ha stanziato appena 100 milioni. Nulla. È stato annunciato che ne arriveranno altri 150: comunque insufficienti. Noi abbiamo proposto di reperire le risorse da una voce di bilancio chiara: spostare 1 miliardo di euro previsto per il 2026 per il Ponte sullo Stretto di Messina, risorse che non verranno utilizzate nell’immediato. Persino l’Assemblea regionale siciliana, con voto segreto, ha chiesto di destinarle alla messa in sicurezza del territorio. Ma il Governo preferisce difendere la sua propaganda piuttosto che i cittadini e i territori. Del resto questo Governo ha tagliato 6,5 miliardi di euro ai fondi per la lotta al dissesto idrogeologico con le ultime leggi di bilancio, e ridotto di oltre un miliardo e mezzo le risorse del Pnrr previste. Per non parlare dei 46 progetti previsti per la Sicilia, nessuno dei quali riguardava Niscemi, nonostante le criticità note. Ora basta. Meloni stanzi le risorse necessarie. I territori colpiti hanno bisogno di risposte. Subito». Lo ha detto Piero De Luca, deputato del Pd e capogruppo in commissioni politiche europee, a Tagadà su La7.