il caso
Giorno delle Foibe, la scuola di Catania finisce nella lista dei "cattivi" presentata da Fratelli d'Italia in Parlamento
In un'interrogazione si chiede al ministro Valditara di prendere iniziative contro gli istituti che non avrebbero adeguatamente celebrato le ricorrenza. Ecco perché è citato anche il liceo etneo
C'è anche l'istituto d'istruzione superiore Vaccarini di Catania nell'elenco dei cattivi stilato da due parlamentari nazionali di Fratelli d'Italia e finito in un'interrogazione rivolta al ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. Nel testo si denuncia che in una serie di istituti - molti dei quali romani - non si sarebbe adeguatamente celebrato il giorno del ricordo delle Foibe. E si chiede al ministro se «intenda assumere iniziative» in merito.
Il caso è esploso sulla stampa nazionale e le opposizioni vanno all'attacco: «Siamo di fronte a un vero e proprio lavoro di intimidazione e schedatura», denuncia il Pd. Per l'associazione nazionale presidi «non si può condividere la pubblicazione di un elenco di scuole "cattive"».
I deputati che hanno presentato l'interrogazione sono il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli e Federico Mollicone. Il testo, ricordando l'istituzione della Giornata in ricordo delle foibe, sottolinea che in questa occasione sono state «rafforzate le iniziative per la promozione della conoscenza della tragedia delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata, specialmente nelle giovani generazioni» e che «il ministero invita le istituzioni scolastiche, anche in considerazione della rilevanza attribuita al tema della centralità della persona nelle Linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica, a promuovere momenti di riflessione sul significato e sul valore della ricorrenza». Tuttavia - continua l'interrogazione - «risulta all'interrogante che, in molte istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione, non verrebbe dato adeguato seguito alle suddette iniziative». E si citano scuole di Latina, Chieti, Bologna, molte di Roma e il Vaccarini di Catania.
Da chi hanno avuto segnalazione Rampelli e Mollicone? «Da genitori e studenti», risponde lo stesso Rampelli a seguito delle polemiche.
Al Vaccarini di Catania quest'anno, per riflettere sulla tragedia delle foibe, è stato invitato Eric Gobetti, storico, esperto del fascismo e della storia della Jugoslavia. Noto soprattutto per il libro "E allora le foibe?", che gli è costato intimidazioni di vario genere da ambienti di destra. Il testo, pubblicato da Laterza, è stato difeso dalla Società italiana per lo studio della Storia contemporanea. Anche la docente ordinaria di Storia contemporanea dell'Università di Catania Pinella Di Gregorio del libro aveva detto: «Al di là del titolo provocatorio, è basato su una ricerca storica puntuale e non ha certamente toni tali che possano anche lontanamente avvalorare tesi negazioniste. Tuttavia il punto non è relativo al dibattito su un tema evidentemente controverso quanto la difesa della libertà di ricerca che non può essere intimidita dalla piazza virtuale».
La presenza di Gobetti a Catania, però, ha scatenato le proteste degli studenti del gruppo di destra Azione studentesca, che hanno accusato lo storico di «ridimensionare il dramma delle foibe». La pagina nazionale del movimento studentesco ha pubblicato un video, realizzato davanti al Vaccarini, in cui si definisce «gravissima» la presenza dello storico in una scuola. Il polverone, già a inizio febbraio, sarebbe arrivato fino al ministero dell'Istruzione, tanto che la seconda conferenza di Gobetti, stavolta all'istituto Mario Rapisardi di Paternò, fu annullata e qualcuno parlò di pressioni romane. «Ci siamo accorti che mancava il contraddittorio - spiegava la dirigente Maria Grazia D'Amico in quell'occasione - come richiesto dalla circolare del ministero, e abbiamo deciso di rimandare l'appuntamento a quando avremo la possibilità di coinvolgere anche uno studioso che abbia interpretazioni diverse».
Al Vaccarini invece l'appuntamento fu confermato. E oggi la scuola si ritrova nell'elenco dei cattivi di Fratelli d'Italia. «Non ho ricevuto ancora nulla di ufficiale - si limita a commentare la preside Salvina Gemmellaro - risponderò quando mi chiederanno di relazionare».
Intanto, il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, sottolinea di «non condividere la pubblicazione di un elenco di scuole "cattive", anche perché gli istituti godono di autonomia che va rispettata e compresa anche sulla base delle sensibilità e delle opportunità che offre il singolo anno scolastico, ma al tempo stesso le vittime sono da ricordare tutte, con pari dignità, non hanno colore politico: tutte vanno rispettate allo stesso modo e ricordate affinché non si ripropongano gli orrori dei regimi. Va ricordato tutto quello che di male ha fatto il genere umano per evitare che si riproponga nel futuro».
Per Irene Manzi e Cecilia d'Elia, capogruppo Pd nelle commissioni Cultura di Camera e Senato, «la predisposizione e la diffusione di un elenco di scuole, compilato sembrerebbe sulla base di presunte testimonianze, configura un fatto inquietante. Siamo di fronte a un vero e proprio lavoro di intimidazione e schedatura, che rischia di trasformarsi in uno strumento di pressione politica immotivata ed ingiustificata su istituzioni che devono poter lavorare serenamente, nel rispetto della loro autonomia e libertà».
Rampelli liquida le polemiche parlando dei «soliti estremisti giustizialisti che appena ci si permette di segnalare anomalie e omissioni gridano all'untore. Chiedere al ministero competente - continua - se risponda al vero che alcune scuole italiane, segnalate da genitori e studenti per non aver recepito gli indirizzi della legge che istituì il Giorno del Ricordo, significa fare liste di proscrizione? Allora comunico a lorsignori che l'80% delle interrogazioni parlamentari hanno le stesse caratteristiche. La questione è semplice: c'è o non c'è una legge dello Stato? Va o no rispettata da tutti, a cominciare dalle istituzioni pubbliche? E cosa c'entra, di grazia, l'autonomia scolastica che secondo tali fantasisti darebbe licenza di ignorare le norme vigenti?».

