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30 marzo 2026 - Aggiornato alle 16:48
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L'intervento

Scintille all'Ars, scontro totale tra Forza Italia e Pd sul governo Schifani e il caso Meloni-La Vardera

Il capogruppo dem definisce la Regione "una palude". Immediata la risposta dell'esponente forzista, che rivendica la crescita del Pil e il risanamento dei conti

30 Marzo 2026, 14:52

15:31

Scintille all'Ars, scontro totale tra Forza Italia e Pd sul governo Schifani e il caso Meloni-La Vardera

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Forza Italia è un partito in trasformazione dopo la sonora bocciatura della riforma della Giustizia. Gli esempi vanno dal nazionale, con le dimissioni del capogruppo al Senato Gasparri e, a livello locale a Catania, l'uscita dal partito del vicepresidente del consiglio comunale Riccardo Pellegrino, con "in mezzo" il caso di Riccardo Gennuso e dei "diversamente critici" Ora è un altro Pellegrino però, Stefano, presidente dei deputati forzisti all'Ars, a prendere la parola. Attaccando il Partito democratico, che a sua volta aveva attaccato Giorgia Meloni e Schifani.

L'esponente del partito fondato da Silvio Berlusconi ha infatti risposto a tono alle dichiarazioni del capogruppo dem all'Ars, Michele Catanzaro. A innescare la polemica era stato proprio quest'ultimo, commentando duramente lo scambio di messaggi rivelato dal leader di Controcorrente dopo l'impugnativa della legge regionale sui ristori per il ciclone Harry. «Se la premier Giorgia Meloni nella notte tra sabato e domenica non ha avuto niente di meglio da fare che scrivere un messaggio su WhatsApp a Ismaele La Vardera, accusandolo per una sua legittima valutazione politica, significa che il nostro Paese è davvero in pessime mani», aveva attaccato Catanzaro. Il dem aveva rincarato la dose affermando che «la sberla del risultato del referendum» avrebbe destabilizzato il governo, togliendo serenità alla premier, per poi affondare il colpo direttamente sulla giunta isolana: «Se Giorgia Meloni vuole interessarsi delle vicende siciliane farebbe bene a valutare i disastri provocati dal governo Schifani. Un governo che tra indagini giudiziarie, deleghe ad interim e guerre politiche tutte interne alla maggioranza, ha trascinato la Regione e l’Ars in una palude».

La replica di Stefano Pellegrino non si è fatta attendere, ribaltando la narrazione e definendo le uscite del collega sulle chat della premier soltanto un maldestro tentativo di creare polemiche dove non esistono. «Il Partito democratico vorrebbe distogliere l’attenzione dai risultati concreti della Sicilia che finalmente riparte. E lo fa parlando di fantomatiche destabilizzazioni», ha contrattaccato il presidente dei deputati forzisti, sottolineando come definire «punitivi» i provvedimenti del governo nazionale sia un'assurdità che solo chi non ha cultura istituzionale può concepire. La verità, ha proseguito Pellegrino, è che i soggetti autorevoli e indipendenti riconoscono i dati positivi inanellati dalla giunta Schifani, numeri che l'opposizione non saprebbe come gestire. L'esponente azzurro ha quindi snocciolato i traguardi raggiunti, dall'aumento del Pil al risanamento dei conti con un avanzo di amministrazione che nel 2024 ha superato i due miliardi di euro, fino allo sblocco dei concorsi e a un incremento dell'occupazione che non si registrava da anni; tutto questo partendo dal gravoso deficit di sette miliardi ereditato dal governo Crocetta. «La Sicilia, con il presidente Schifani, cammina sulle proprie gambe e si governa con responsabilità, senza bisogno di lezioni da chi ha lasciato la Regione in ginocchio», ha chiosato infine Pellegrino.