la denuncia
Caltanissetta, «Il presidente del consiglio comunale ed esponente di Fratelli d'Italia è socio della ditta con l’interdittiva»
L’ex sindaco Gambino chiede le dimissioni immediate di Gianluca Bruzzaniti dopo la conferma dell'interdittiva per la Ecoclean srl, e anche quelle del sindaco Tesauro
Prendendo spunto dalla notizia pubblicata ieri da questo giornale sull’ordinanza del Tar di Palermo che mercoledì ha confermato l’interdittiva antimafia emessa a gennaio dalla prefettura di Caltanissetta a carico della società Ecoclean srl, il cui amministratore unico è Emanuele Bruzzaniti, l’ex sindaco Roberto Gambino irrompe nel silenzio politico cittadino di questi giorni con la richiesta di dimissioni rivolta al presidente del consiglio comunale Gianluca Bruzzaniti, che è pure assessore allo Sviluppo economico del Libero Consorzio nisseno.
Gambino lo ha fatto pubblicamente ieri pomeriggio con una nota diffusa sui social e agli organi di stampa. La ditta interessata dall’interdittiva antimafia (che aveva presentato il ricorso al Tar, ora rigettato) ha la sede legale alla zona industriale di Caltanissetta ed opera nel settore ambientale. Emanuele Bruzzaniti è cognato di Giuseppe Dell’Asta, già condannato in primo grado per estorsione. «La società - scrive Gambino - come risulta dall’ultima visura della Camera di commercio, è nelle disponibilità di Gianluca Bruzzaniti, presidente del Consiglio comunale di Caltanissetta ed esponente di spicco di Fratelli d’Italia. Tale società è stata costituita dallo stesso che è stato socio e amministratore unico e che a oggi detiene una quota di partecipazione del 20%».
Gambino definisce «inquietanti» due passaggi dell’ordinanza del Tar, che nello specifico recita: «Il compendio dei dati informativi raccolti ed elaborati dalla Prefettura restituisce un’inequivoca compromissione dell’impresa, derivante dai rapporti di parentela e di frequentazione con soggetti appartenenti a consorterie mafiose, oltre che dalle riscontrate cointeressenze economico-imprenditoriali, elementi tutti acquisiti nel pieno rispetto del principio del contraddittorio procedimentale».
Ed ancora: «Tale ultima circostanza va traguardata anche rispetto alle recentissime risultanze delle attività di polizia giudiziaria, compendiate nella sentenza del Tribunale di Caltanissetta, che ha condannato due soggetti “vicini” al ricorrente per estorsione aggravata dal metodo mafioso (il ruolo del ricorrente nella vicenda è rilevante in chiave di prevenzione antimafia)».
«La notizia - aggiunge Gambino - arriva a conclusione di un periodo davvero difficile per la città di Caltanissetta che non merita di dovere subire tutto questo. Il sistema corruttivo governato da Michele Mancuso e da Lorenzo Tricoli, che sono stati i primi attori politici dell’elezione del sindaco Tesauro, e l’interdittiva antimafia emessa dal prefetto, che collega una società nella disponibilità del presidente del consiglio comunale Gianluca Bruzzaniti a Giuseppe Dell’Asta, già condannato in primo grado per estorsione aggravata dal metodo mafioso, contro cui il Comune di Caltanissetta, su mio mandato, si è costituito parte civile, tracciano un quadro opaco della situazione amministrativa della nostra città».
Gambino conclude: «I cittadini onesti vanno tutelati, per questo, reiterando la richiesta di dimissioni del sindaco Tesauro, chiedo le immediate dimissioni del presidente del consiglio comunale Bruzzaniti. Ai miei colleghi consiglieri chiedo di compiere un atto politico forte e chiaro che ponga fine a questa amministrazione e li invito a sottoscrivere tutti insieme una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco e del presidente del Consiglio comunale».
