English Version Translated by Ai
24 aprile 2026 - Aggiornato alle 14:58
×

politica

Caltanissetta, il Consiglio che esplode: accuse incrociate, richieste di dimissioni e una crisi politica che ormai investe le istituzioni

Dietro la bagarre del 22 aprile 2026 si intravede una frattura più profonda, che riguarda la tenuta politica della maggioranza e la credibilità stessa del governo cittadino

24 Aprile 2026, 10:46

10:51

Palazzo del Carmine, stop al concorso per esami e titoli per coprire 43 posti

Il municipio di Caltanissetta

Seguici su

A Caltanissetta la seduta del Consiglio comunale del 22 aprile 2026 è deflagrata in un redde rationem che ha portato in superficie settimane di tensioni.

Due le narrazioni contrapposte: la Giunta guidata da Walter Tesauro imputa alle opposizioni la degenerazione del confronto; Area Civica, Partito Democratico, Futura e Movimento 5 Stelle parlano invece di provocazioni e di una denigrazione sistematica proveniente dall’esecutivo.

A innescare lo scontro sono stati due ordini del giorno ad alto tasso politico: la richiesta di dimissioni del presidente del Consiglio, Gianluca Bruzzaniti, e il “passo indietro” del sindaco Tesauro.

Il caso Bruzzaniti scaturisce dall’interdittiva antimafia che ha colpito una società di cui è socio insieme al padre; il Tar di Palermo ha respinto la sospensiva, confermando il provvedimento prefettizio. Fratelli d’Italia ha disposto la sua sospensione cautelativa, proiettando la vicenda sul terreno politico. Le minoranze sollecitano un gesto a tutela dell’istituzione; Bruzzaniti rivendica l’assenza di responsabilità personali e sottolinea che l’interdittiva è una misura preventiva, non una condanna.

Il secondo ordine del giorno è indirizzato al primo cittadino, accusato di silenzio sul dossier Bruzzaniti e di presiedere un quadro politico in affanno, logorato anche da frizioni interne. Pur forte di un mandato netto (ballottaggio del 24 giugno 2024: 10.610 voti, 52,36%, contro i 9.654, 47,64%, ottenuti da Annalisa Petitto), secondo le opposizioni la sua leadership risulta indebolita.

Già alla vigilia della seduta, Futura aveva chiesto a Tesauro e a Bruzzaniti un “passo indietro” per salvaguardare immagine e credibilità della città.

Sul fondo, pesano la tenuta della coalizione, i rapporti nel centrodestra locale, le ombre giudiziarie e la gestione del dissenso.

A marzo 2026 il sindaco ha revocato due assessori: un rimpasto letto come segnale di equilibrio precario.

Per le minoranze, gli eccessi registrati in aula — attribuiti a Felice Dierna e Calogero Palermo, poi scusatisi — sono l’esito di ripetute sollecitazioni della Giunta, che avrebbe deliberatamente fatto deragliare il dibattito per eludere risposte su Bruzzaniti, sul riserbo del sindaco e sull’assunzione di responsabilità. La maggioranza replica denunciando aggressività e delegittimazione personale praticate dall’opposizione.

La radicalità del confronto testimonia lo smarrimento di un terreno comune di legittimazione. Quando le richieste di dimissioni investono simultaneamente la presidenza del Consiglio (Bruzzaniti, FdI) e il sindaco Tesauro, la crisi assume un carattere strutturale.

Si sovrappongono piani giuridico-amministrativo, politico e istituzionale: se uno schiaccia gli altri, l’equilibrio si spezza. È lo scenario che oggi sembra profilarsi a Caltanissetta.