Il caso
Il capogruppo FdI e il coro allo stadio (contro la polizia): dalla Sicilia un'altra spina nel fianco a Meloni
Il video diffuso da “La Sicilia” scatena un ciclone politico a Palazzo degli Elefanti. La smentita di Magni non ha placato le opposizioni che chiedono una presa di posizione di Trantino.
Il caso politico a Palazzo degli Elefanti è scoppiato. Arriva dalla Sicilia un’altra spina nel fianco per il partito di Giorgia Meloni. Il video che immortala Giovanni Magni, consigliere comunale di Fratelli d’Italia con il ruolo di capogruppo dei meloniani, sugli spalti della Curva Nord in mezzo a tifosi che urlano cori contro la divisa e la polizia nel corso di una partita casalinga dei rossazzurri ha scatenato una dura reazione da parte dell’opposizione di Palazzo degli Elefanti. Il Movimento Cinque Stelle e il Partito Democratico chiedono le dimissioni di Magni.
La smentita del consigliere di aver partecipato agli insulti raccolta da La Sicilia sabato scorso non è bastata a ridimensionare la vicenda. Il giovane meloniano è stato tranciante e ha anche ipotizzato una speculazione su quella che ha etichettato come una fake news: «Stavo parlando con una persona dietro che mi aveva appena offerto una birra. Mi pare si voglia trovare la notizia dove non esiste».
Ma questa versione non ha convinto nemmeno Ismaele La Vardera di Controcorrente, che dagli scranni dell’Ars chiede addirittura l’intervento della Presidente del Consiglio e leader di Fratelli d’Italia. «Quando mi hanno girato il video non ci potevo credere, Giovanni Magni, attuale capogruppo di Fratelli d’Italia al consiglio comunale di Catania viene ripreso mentre canta cori contro le forze dell’ordine. Una scena raccapricciante che dovrebbe portare l’immediata espulsione dal partito. Giorgia Meloni intervenga immediatamente, ci aspettiamo delle scuse immediate dal consigliere. Diversamente andrò a Catania ad occupare il consiglio comunale», è il commento-provocazione dell’ex Iena.
I toni sono incandescenti anche fra i banchi del consiglio comunale. I gruppi consiliari di Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico dicono che dalla visione del video «il consigliere appare partecipe al contesto e in atteggiamento tutt’altro che estraneo». La richiesta è di una presa di posizione chiara e non rinviabile. «Un rappresentante istituzionale ha il dovere di tutelare, in ogni momento, il prestigio dell’ente che rappresenta. La contiguità anche solo simbolica a comportamenti che offendono le forze dell’ordine e le istituzioni è incompatibile con il ruolo pubblico ricoperto». Gianina Ciancio, in particolare sui social, ha ricordato che Magni era stato fra i protagonisti di «un attacco durissimo, violento nei toni e sproporzionato nei contenuti, fino a mobilitare un intero consiglio comunale per chiedere le dimissioni di una consigliera di circoscrizione (Florinda Panzarella per il post sullo sgombero e demolizione della palestra Lupo, ndr) strumentalizzando simboli e vicende in modo del tutto fuori misura, in nome della difesa delle istituzioni, della legalità e del rispetto della divisa. Quei principi non possono valere a intermittenza». Il post della consigliera del M5S è stato condiviso da Sergio Lima della segreteria del Partito Democratico. Il politico palermitano rincara la dose: «Gli stadi non sono luoghi neutri in cui si può fare quello che si vuole. Soprattutto se ti ricopri una carica pubblica e ti riempi la bocca di ipocrite parole. Il consigliere se ne vada subito. Non basteranno le solite scuse». L’opposizione chiede al sindaco Enrico Trantino di «prendere le distanze da quanto accaduto e di sostenere, con fermezza, la richiesta di dimissioni».
«Non può restare in consiglio chi insulta le forze dell’ordine». È la «sentenza» emessa da Carmelo Finocchiaro, presidente del coordinamento area metropolitana Catania Italia Viva - Casa Riformista. «È necessario fare piena chiarezza sull’accaduto e assumere le responsabilità politiche conseguenti, perché Catania merita rappresentanti all’altezza del proprio ruolo e rispettosi delle Istituzioni», chiosa il renziano.

