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amministrative

A Raffadali la sfida del centrosinistra a Cuffaro: La Vardera designato vicesindaco

Ne piccolo Comune agrigentino dove il sindaco uscente è Silvio Cuffaro, fratello di Totò, si candida la nipote. E il campo progressista cala gli assi

29 Aprile 2026, 18:54

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A Raffadali la sfida del centrosinistra a Cuffaro: La Vardera designato vicesindaco

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È un Comune piccolo, sulla carta uno dei tanti tra quelli siciliani chiamati al voto per le Amministrative di maggio. Ma a Raffadali non sarà una sfida come le altre. Per entrambi gli schieramenti la disputa nel Comune agrigentino ha un alto valore simbolico.

Da una parte Ida Cuffaro, figlia di Giuseppe (imprenditore dei trasporti), nipote di Totò e dell'altro fratello Silvio, che qui è anche il sindaco uscente e dopo due mandati non può ricandidarsi. Lei, laureata in giurisprudenza, ha iniziato a fare politica da giovanissima, prima in Forza Italia, poi, quando lo scudocrociato è tornato in auge, con la Dc. È stata anche responsabile per la comunicazione dello zio Silvio Cuffaro, sindaco di Raffadali e dirigente regionale. Una questione di famiglia, insomma.

Dall'altra parte il centrosinistra ha scelto Sabrina Mangione, avvocata e consigliera comunale del Pd. «Raffadali non appartiene a una famiglia, a un sistema o a un potere. Raffadali appartiene a tutti noi», ha detto presentando la sua candidatura. E il campo progressista, conscio della sfida, si presenta compatto. E cala gli assi. Ismaele La Vardera, deputato e leader di Controcorrente, è stato designato vicesindaco. «È una sfida contro il feudo e la dinastia Cuffaro», lancia subito la sfida. 


«Ho accettato la proposta perché è una necessità di democrazia che non può essere ignorata - continua La Vardera - Tanti candidati sindaco mi hanno chiesto la disponibilità di designarmi come assessore, ma ho rifiutato. A Raffadali ho accettato perché Sabrina affronta da sola una dinastia e dobbiamo tutti dargli una grande mano. Ricordo, inoltre, che in caso di vittoria di Sabrina posso continuare a svolgere il ruolo di deputato e non percepirei alcuna indennità in più, facendolo sostanzialmente a titolo gratuito».