verso le regionali
«Mai con Cateno», «Non è ora», «Porte aperte». De Luca spacca il campo largo: «Per me ci sono le basi per un confronto serio»
Un pezzo del Pd apre a Sud chiama Nord, ma per la segreteria dem «non è ora». La Vardera e Alleanza Verdi e sinistra contrari, sì di Italia Viva
Un pezzo di Pd invita Cateno De Luca. Un altro pezzo, in sostanza, dice che non è il momento di parlarne. E un pezzo di coalizione, cioè Ismaele La Vardera, ribatte col "Modello Agrigento" che De Luca non lo prevede: «Lui sta col centrodestra», ricorda il leader di Controcorrente. «In molti casi corro col centrosinistra – ribatte il leader di Sud chiama Nord – per il resto ho fatto di testa mia». È la babele dell’area che inizia a preparare il campo (largo, larghissimo, sterminato?) in vista delle Regionali. Ma sono già partiti i veti: «Di sicuro, noi non saremo mai alleati di Cateno De Luca», assicurano ad esempio i vertici regionali di Alleanza verdi e sinistra.
E così, la proposta lanciata a Sciacca dal capogruppo Dem Michele Catanzaro sta già creando fibrillazioni. In molti casi prevedibili. Non si sono lasciati bene, ad esempio, De Luca e quello che, ad oggi, è l'unico candidato “ufficiale” alla presidenza della Regione, cioè La Vardera: «Agrigento – dice quest'ultimo - dovrà essere un modello e ci deve insegnare molto: lì siamo pronti a vincere e lo faremo senza De Luca che ha deciso di correre con la Lega e con la Dc di Totò Cuffaro. Dimostreremo che si può vincere anche senza avere con noi chi va dove tira il vento».
Non esattamente la visione del diretto interessato, che sottolinea come Sud chiama Nord sia andato col Pd sia a Marsala che a Ispica, dove i riferimenti del partito, cioè i deputati Dario Safina e Nello Dipasquale, appartengono all'area più vicina alla segretaria Elly Schlein. «Sono anche con Mirello Crisafulli a Enna – ricorda De Luca – e a Termini con la sindaca M5S Maria Terranova. Agrigento? Lì c'era un centrodestra spaccato e mi sono infilato, come un cavallo di Troia», dice, dopo avere ringraziato il capogruppo Dem per l'invito e ricordando che un primo approccio era già avvenuto alle Europee, poi fallito per il veto dei vertici nazionali. Ma quel capitolo, per De Luca, potrebbe anche riaprirsi. «Gli elementi per costruire un confronto serio – dice - ci sono tutti. Ma gli accordi si fanno su linee programmatiche chiare e senza accettare atteggiamenti da chi pretende di distribuire patenti di affidabilità o moralità agli altri. Questo non lo consento a nessuno. Mi auguro quindi – aggiunge - che il cosiddetto campo largo voglia davvero diventare un campo larghissimo e non ridursi invece a un camposanto».
Ma il no a De Luca non è solo targato La Vardera: «Noi non saremo mai suoi alleati, questo può scriverlo», afferma Pierpaolo Montalto, segretario regionale di Alleanza verdi e sinistra: «Mi sorprende – spiega – che continui ancora questo dibattito su De Luca. Stiamo parlando di una forza politica che in Calabria sta col centrodestra e lo stesso sta facendo in tanti Comuni in Sicilia, in occasione di queste elezioni amministrative. Tra l'altro, come se non bastassero alcune alleanze – aggiunge – continua a portare dentro il suo partito gente proveniente dal centrodestra come Riccardo Pellegrino, un fatto che dovrebbe far riflettere, al di là della persona. Allargare a De Luca significherebbe snaturare la coalizione e non ne abbiamo nemmeno bisogno, visto che siamo già nelle condizioni di allargare il nostro campo a ControCorrente di Ismaele La Vardera».
Di segno opposto la valutazione di Italia Viva: «Mai come in questa occasione – dice l'ex rettore Fabrizio Micari - il centrosinistra ha la possibilità di vincere, anche rispetto ad una destra unitaria. E allora dobbiamo trovare tutti i punti di contatto con le forze che si sono opposte al disastroso governo di Schifani e di Cuffaro».
Insomma, il Pd apre, La Vardera chiude, De Luca riapre, Avs richiude, i renziani aprono. Ma cosa ne pensano i vertici in Sicilia dei due partiti maggiori della coalizione? «De Luca – dice Sergio Lima, componente della direzione nazionale e della segreteria regionale del Pd, tra i rappresentanti dell'area più fedele a Schlein – è col centrodestra in molti Comuni anche in questa tornata elettorale. Evitiamo, quindi, che un esponente politico che va un po' col centrosinistra e un po' col centrodestra possa diventare il nostro oggetto del desiderio. Noi, in questa fase – aggiunge – dobbiamo pensare alle amministrative e, sulla scia dei risultati che otterremo, consolidare e mettere in sicurezza il campo progressista che ha già un identikit chiaro e un perimetro largo grazie al grande lavoro svolto dal Pd. Questa è la vera priorità, poi si può discutere di tutto, anche di De Luca, ma non mi pare un tema all'ordine del giorno».
Una frenata simile a quella del Movimento cinque stelle: «Al momento – dice il coordinatore siciliano Nuccio Di Paola – siamo impegnati a rafforzare il consenso del M5S e di tutto il campo progressista. Ci confronteremo con tutti gli alleati successivamente. Adesso è tempo di amministrative». Perché il tema De Luca, sondaggi alla mano, scotta. E, c’è da giurarci, tornerà a scottare anche nei mesi che verranno.
