il personaggio
La pronipote di Gina che trionfa ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina: chi è Francesca Lollobrigida
Nel giorno del suo 35° compleanno, la fuoriclasse italiana doma il ghiaccio del Milano Speed Skating Stadium in 3’54”28: oro, record olimpico e la fotografia di un ritorno che pochi avevano il coraggio di immaginare
Francesca Lollobrigida è oro olimpico nei 3000 metri, ed è anche il nuovo record olimpico. Lì, pochi secondi dopo, stringe suo figlio Tommaso: l’abbraccio che chiude un cerchio cominciato con una maternità, passato attraverso una lunga infezione virale e rianimato dalla scelta più difficile: non smettere. È il 7 febbraio 2026, il giorno dei suoi 35 anni, e l’Italia scopre che il primo oro dei Giochi di casa ha il sorriso di una “mamma atleta”.
Nata a Frascati 35 anni fa proprio oggi, l'azzurra corona una carriera da sogno in una disciplina di famiglia: pronipote dell'icona Gina Lollobrigida, ha ereditato la passione dal padre Maurizio, ex recordman sui 50 km e suo allenatore.
Pattini ai piedi da 14 mesi, passa dal ghiaccio dopo Torino 2006 inseguendo i Giochi. Il primo exploit nel 2018: titolo europeo mass start, poi otto medaglie continentali. A Pyeongchang 2018 sfiora il podio (7ª), a Pechino 2022 sale sul podio con argento nei 3000 metri e bronzo in mass start, diventando portabandiera del CONI alla chiusura.
Nel 2025, il botto mondiale: oro nei 5000 metri a Hamar (Norvegia) e bronzo in mass start. Alla quarta Olimpiade, tra infortuni e virus invernali che l'avevano spinta al ritiro, trionfa a Rho davanti al pubblico di casa. Sposata con il pattinatore Matteo Angeletti, mamma di Tommaso (2 anni e mezzo), vive tra Roma e Baselga di Piné. Laureata in Scienze Motorie, Lollobrigida entra nella storia dello sport italiano.
Nei 3000 metri l’orologio è un giudice spietato. Eppure, a volte, sa riconoscere le traiettorie che passano fuori dalla pista. Il 3’54”28 di Francesca Lollobrigida non è solo la misura di una forma scintillante: abbatte il precedente primato olimpico stabilito a Pechino 2022 dall’olandese Irene Schouten (3’56”93), cioè oltre due secondi e mezzo più lento del nuovo riferimento. Un progresso enorme per un formato che raramente regala salti cronometrici di questa portata. Dietro di lei, a più di due secondi, si arrende la norvegese Ragne Wiklund (argento), mentre il bronzo va alla canadese Valerie Maltais. Per l’Italia è un successo storico: la prima medaglia d’oro olimpica femminile nel pattinaggio di velocità su ghiaccio.
La forza del gesto atletico di Francesca Lollobrigida si capisce davvero solo tornando a gennaio 2026. In quei giorni, con un post sincero e crudo, l’azzurra confessava che un’infezione virale l’aveva colpita proprio nei mesi chiave di preparazione: “il fisico non rispondeva, la testa crollava, il sogno olimpico sembrava allontanarsi. Ho avuto paura, ho pianto, ho pensato di smettere”. Poi la decisione: continuare, “perché amo pattinare”. Parole che, lette oggi, sembrano un prologo necessario alla luce del metallo più prezioso. Anche alla vigilia dei Giochi, in un incontro pubblico a Roma, Lollobrigida aveva ammesso: “mi sarei immaginata un’altra preparazione; questa infezione virale forse mi servirà per lottare e per andare a prendermi quello che tutti gli atleti desiderano”. La scelta di lottare, in questo caso, è un concetto chiave tanto quanto la tecnica.
Per capire che cosa abbia trasformato una stagione stortissima in un’apoteosi, serve ricordare che Francesca Lollobrigida è all’amara/meravigliosa quarta Olimpiade: Sochi 2014, PyeongChang 2018, Pechino 2022 e infine Milano-Cortina 2026. A Pechino, nel 2022, arrivarono due medaglie — argento nei 3000 e bronzo nella mass start — e la consacrazione come portabandiera alla cerimonia di chiusura. Quattro anni dopo, l’oro in casa è il suggello di una traiettoria che si è allargata oltre il risultato: perché in mezzo c’è stata la nascita di Tommaso (maggio 2023) e un rientro in pista a quattro mesi dal parto. Sono fatti che rimodellano una carriera, e che oggi si offriranno come materiale prezioso a chi cerca modelli di conciliazione tra alto livello e maternità.
