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Il lutto

La scomparsa di Orazio Russo: l'omaggio di Montella, di capitan Baronchelli e del ds Faggiano

Oggi i funerali al Duomo. Ieri il ct della nazionale turca ha viaggiato per ore pur di dare l'ultimo saluto alla bandiera del Catania. Ecco le sue parole

17 Febbraio 2026, 06:00

La scomparsa di Orazio Russo: l'omaggio di Montella, di capitan Baronchelli e del ds Faggiano

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Quella foto gigantesca all’ingresso della camera ardente ipnotizza. Una folla composta, che resta in fila – e lo ha fatto dalle 13 alle 22 – nella tribuna A del Massimino guarda Orazio Russo con la maglia del Catania gioire dopo un gol. Ed è un pugno allo stomaco che fa ancor più male del giorno prima. In mezzo il feretro coperto dalla casacca rossazzurra. La sua. Accanto quella dell’Acireale, un’altra piazza che mai lo ha dimenticato. Attorno il mondo del calcio. Il mondo intero a versar lacrime.

Vincenzo Montella, ct della Turchia, è arrivato in aereo appositamente dopo oltre tre ore di spostamenti. Trenta minuti accanto ad Orazio. Poi è tornato in aeroporto per il viaggio di ritorno: «Orazio era un cuore grande, non potevo non arrivare fino a casa sua per salutarlo». Montella è entrato prima dei tifosi. Ragioni di orario, di coincidenze anche per il viaggio di ritorno. Alle 17 era già in aeroporto, a Roma, per acchiappare al volo la coincidenza e rientrare in Turchia: «Generoso, amico vero al di là dei ruoli. Nel calcio incontri migliaia di persone tra avversari, compagni di squadra, allenatori, presidenti. Poi c’è chi rimane nel cuore indiscutibilmente». Poche parole, tante pause per prendere respiro.

Beppe Baronchelli, monumentale capitano della promozione in Serie B, gestione Gaucci, ha fatto la fila con tifosi e amici di una vita: «Rivedo lo stadio dopo vent’anni. Maledizione, avrei preferito tornare per una partita. Ma Orazio è rimasto un amico vero per me, per tanti di noi». Due ore all’interno della struttura, poi via di corsa anche lui in aeroporto. Alle 21, dopo un viaggio a tutta velocità in auto, è arrivato a Catania anche Daniele Faggiano, ds della Salernitana, ex del Catania: «Giusto salutarlo con un bacio, con un inchino». Venti, trenta minuti e poi via, di nuovo a tutto gas verso Salerno. Proprio vero: «Nemici mai».

Tre esempi di come Russo abbia riunito allo stadio i suoi amici, i suoi ex compagni, i tifosi storici della Nord, della Sud, della Vecchia Guardia, degli altri settori. Nessuno scatta foto, nessuno alza la testa. Si apre il libro dei ricordi, quello è inevitabile dopo aver osservato le altre foto che arredano la camera ardente. E sono tanti. Marco Biagianti, Giovanni Marchese, Izco, i D’Amico, Pippo Bonanno, Marcello Pitino, Nunzio Papale, i fratelli Femiano, Piero e Giuseppe Dispinzieri, il sempre eterno Condorelli, Nino Leonardi, l’ex presidente Pulvirenti, Pietro Lo Monaco. In redazione è arrivato il ricordo dell’ex ds Franco Mazza, giusto per citarne alcuni tra mille.

Nel pomeriggio anche la visita del presidente della Lnd Sicilia, Sandro Morgana, accompagnato da Luca Di Gregorio: «Una persona perbene, innanzitutto. Un dirigente che esprimeva e trasmetteva valori, Russo».

Prima il Catania s’era riunito nella camera con vista stadio, i ragazzi dei club giovanili della provincia hanno posato le corone di fiori, quasi tutte erano rose di colore azzurro e rosso. All’ingresso dello stadio un’altra foto. Orazio dirigente con la divisa e quello scudetto rossazzurro per cui ha speso una vita intera.

Oggi pomeriggio alle 15,30 i funerali al Duomo. Il feretro sosterà alle 13,30 allo stadio per il giro di campo. Il più doloroso, il più emozionante. L’unica, l’ultima corsa triste. Senza esultanze. Con una rabbia che non passerà nottetempo