SERIE A
Derby d’Italia, la scossa oltre il campo: inibiti Comolli e Chiellini, un turno a Kalulu. E l’onda lunga investe anche Barella e Calhanoglu
Nel caos di San Siro nasce un caso che va oltre Inter-Juve: sanzioni esemplari ai dirigenti bianconeri, stop per Kalulu e per due pilastri dell’Inter
Nel caos di San Siro nasce un caso che va oltre Inter-Juve: sanzioni esemplari ai dirigenti bianconeri, stop per Kalulu e per due pilastri dell’Inter, mentre la “simulazione” e il limite del VAR riaccendono un dibattito strutturale
La scena che resta negli occhi non è un gol né un salvataggio sulla linea. È un gesto, quasi disperato: Pierre Kalulu che disegna nell’aria il rettangolo del VAR, implorando un aiuto che il regolamento non può dargli. Sono gli istanti che anticipano un secondo giallo e quindi l’espulsione in un derby d’Italia già carico di tensione. Sul prato del Meazza si gioca Inter-Juventus; nel tunnel degli spogliatoi, però, precipita un’altra partita, fatta di proteste, contatti sfiorati, parole grosse.
Oggi, proprio mentre Bastoni si scusava in conferenza stampa per la simulazione che ha portato all'espulsione di Kalulu, arrivabano i provvedimenti: inibizione per Damien Comolli fino al 31 marzo 2026 con ammenda di 15.000 euro, stop per Giorgio Chiellini fino al 27 febbraio 2026, e una giornata a Kalulu per l’inevitabile conseguenza del doppio giallo. Intanto, per l’Inter, una giornata a testa per Hakan Calhanoglu e Nicolò Barella, che salteranno la prossima di Serie A. La miccia? Una “simulazione” di Alessandro Bastoni che ha falsato il frame decisivo e che il VAR, per come è scritto oggi il regolamento, non poteva correggere.
Le decisioni del Giudice Sportivo: provvedimenti e motivazioni
A fare chiarezza è il comunicato con cui il Giudice Sportivo stabilisce un perimetro disciplinare netto dopo la burrasca di San Siro. Per Damien Comolli, amministratore delegato della Juventus, scatta l’inibizione fino al 31 marzo 2026 e una multa di 15.000 euro: il referto parla di “atteggiamento aggressivo e gravemente intimidatorio” nei confronti dell’arbitro Federico La Penna nel tunnel che conduce agli spogliatoi, fino a “cercare il contatto fisico”, sventato – si legge – dall’intervento dell’allenatore bianconero Luciano Spalletti e di altri tesserati. Giorgio Chiellini, oggi “Director of Football Strategy” dei bianconeri, viene invece inibito fino al 27 febbraio 2026 per contestazioni “concitate e irriguardose” e “critiche offensive” agli ufficiali di gara. Due fotogrammi distinti di una stessa tensione, puniti con pesi diversi in base alla gravità dei comportamenti ricostruiti.
Sul fronte campo, il Giudice Sportivo conferma la squalifica di una giornata per Pierre Kalulu, frutto del doppio cartellino giallo. Il difensore francese salterà dunque il prossimo match di campionato. Ma la coda del caso tocca anche i nerazzurri: Hakan Calhanoglu e Nicolò Barella vengono fermati per un turno. Due assenze pesanti nell’economia dell’Inter, che in mediana perde contemporaneamente qualità, geometrie e leadership agonistica.
Il punto di rottura: una “simulazione” e un VAR impossibilitato a intervenire
Il corto circuito nasce al minuto fatidico: Alessandro Bastoni parte in transizione, Kalulu accenna il contrasto, il difensore dell’Inter va giù. La Penna estrae il secondo giallo per Kalulu, che diventa rosso e cambia la partita. I replay, però, mostrano un’assenza di contatto o, quanto meno, un contatto non sufficiente a giustificare la caduta: in molti parlano di “simulazione” clamorosa. Il particolare che esaspera la frustrazione juventina è che, essendo un secondo cartellino giallo, il VAR non può intervenire: la normativa vigente lo consente solo sui cartellini rossi diretti e su una ristretta casistica (rigori, scambi d’identità, gol). Per paradosso, se La Penna avesse estratto un rosso diretto, la sala VAR avrebbe potuto correggere l’errore restituendo undici contro undici. Qui sta il cuore del tema: un limite regolamentare che, in una situazione come questa, impedisce la “giustizia tecnologica”.
Il giorno dopo, il designatore arbitrale Gianluca Rocchi prende posizione: l’espulsione di Kalulu è una “decisione errata” e la simulazione di Bastoni appare “chiara”. Parole che non sanano il danno sportivo, ma riconoscono l’errore e aprono – di nuovo – il dossier su possibili correttivi al protocollo. La posizione ufficiale ribadisce anche il contesto: gli arbitri sono esposti, e quando le simulazioni diventano sistemiche, il margine di errore si allarga.
Dentro il tunnel: cosa è successo tra primo e secondo tempo
Dalla partita al sottopancia del match, la cronaca racconta minuti incandescenti all’intervallo. Stando ai referti, nel tunnel che porta agli spogliatoi l’AD bianconero Comolli avrebbe cercato un contatto fisico con La Penna, evitato grazie alla prontezza di Spalletti e di altri presenti. Chiellini, da par suo, avrebbe contestato in maniera reiterata e “offensiva” l’operato del direttore di gara. Sono elementi che il Giudice Sportivo ha valutato con severità, disegnando un perimetro di responsabilità chiaro: la protesta può avere una voce, ma non deve mai avere mani né parole che superino il confine del rispetto.
Le parole e i gesti: comunicazione e responsabilità
Dopo la gara, le voci bianconere si sono fatte sentire: Comolli e Chiellini hanno espresso pubblicamente un giudizio severo sul metro arbitrale, parlando di decisioni “inaccettabili” e “imbarazzanti”. Tono e contenuti di quella serata sono parte del contesto che il Giudice Sportivo ha poi valutato. Qui si innesta una riflessione più ampia: i dirigenti sono attori comunicativi potenti; in un ecosistema che vive di parole, immagini, viralità istantanea, scegliere di “alzare il volume” significa assumersi anche il rischio di alimentare un clima incandescente. Legittimo denunciare un errore; indispensabile farlo entro i confini del rispetto istituzionale.
Il Derby d’Italia è stato spettacolo, errori, nervi, qualità e fragilità. Ma soprattutto è stato uno specchio: ci rimanda l’immagine di un sistema che deve aggiornare gli strumenti, pretendere comportamenti all’altezza e isolare chi oltrepassa il limite. Da oggi le sanzioni hanno messo dei punti fermi. Il passo successivo spetta a tutti gli attori in campo e fuori: trasformare l’episodio in lezione. Perché un gesto nell’aria, quel rettangolo disegnato da Kalulu, non diventi ancora l’emblema di una giustizia impossibile.