Calcio a 5
Meta Catania, una coppa piena di felicità
La nostra intervista al presidente rossazzurro Musumeci: «Una conquista storica. Vi svelo i nostri programmi futuri»
Colpisce, nell’incontro il giorno dopo la vittoria della Meta di futsal in Coppa Italia, la serenità del presidente. Al lavoro come sempre per programmare il futuro prossimo venturo, Enrico Musumeci guarda già ai prossimi traguardi: «Venerdì affronteremo Napoli in campionato e all’interno del palasport si potrà ammirare il museo dedicato a Maradona. Abbiamo in cantiere una manifestazione per i bambini dell’ospedale pediatrico».
Ma la Coppa Italia vinta ad Ancona cosa le lascia?
«Felicità. Per com’è stata conquistata in tre giorni intensi di sfide sempre incerte. Per l’impegno che ancora una volta ha messo in campo il gruppo. Perché questo trofeo ci mancava».
Due scudetti, una Supercoppa italiana, ora la Coppa Italia. Che nel calcio a 5 ha un peso importante.
«Il successo non ti fa accedere alla Champions, ma a livello nazionale la manifestazione è equiparata a uno scudetto. Si gioca in campo neutro, c’è stato un grande afflusso, c’è un interesse mediatico totale. La seguono anche esperti e procuratori di tutto il mondo. E ci hanno sostenuti una trentina di tifosi arrivati da Catania. Anche questa è stata una bella soddisfazione».
Quest’anno la Meta corre pure per lo scudetto e il 15 aprile giocherà la finale di Coppa Divisione contro Active sul campo neutro di Reggio Emilia. La tentazione di centrare il grande slam c’è sempre?
«Un pensierino sul “cerchiamo di vincere tutto” c’è. Io preferirei dire, diversamente, che lotteremo fino all’ultimo per arrivare fino in fondo. Pensando, ripeto, alla gara di campionato in programma venerdì sera al PalaCatania e poi alla finale di Coppa Divisione del 15 aprile. A fine stagione faremo i conti».
Cos’ha detto al momento della premiazione al suo allenatore?
«Ho fatto i complimenti a Juanra, meritatissimi».
Ve lo ruberanno?
«Ha già un accordo per la stagione ventura. E lui vuole rimanere».
Come ha risposto ai suoi abbracci?
«Ha fatto la stessa cosa. C’è una grande intesa con lui, con i giocatori che sono arrivati stanchi, acciaccati. Ma hanno lottato e vinto».
Infatti per precauzione in finale in organico c’erano quattro portieri.
«Siqueira s’era infortunato, abbiamo tenuto dopo la finale Under 19, Lanza per precauzione. Grazie al cielo siamo completi».
E gli innesti agganciati in avvio di stagione e in corsa funzionano. Alberto, per esempio, ha giocato una finale magnifica.
«Come tutti. Lo abbiamo preso perché è un giovane del 2004 che gioca un futsal diverso da quello che siamo soliti ammirare in Italia. Maggiore pressione sulla palla, corsa continua come e più degli altri».
Venerdì il match con il Napoli sarà l’ennesimo scontro tra colossi.
«Sulla carta i campani, con L84 Torino ed Eboli sono, con la Meta, le formazioni maggiormente accreditate nella lotta scudetto. L’Eboli dopo aver perso la finale è arrabbiata ed è a -3 da noi. Ecco perché venerdì vincere contro Napoli diventa strategicamente importante».
