PLAY OFF MONDIALI
Bosnia-Italia: tra polemiche social, presunto spionaggio e niente Goal Line Technology, alta tensione prima dello spareggio
A rendere il match carico di sospetti sono stati soprattutto i padroni di casa con accuse e allusioni
Più di una partita di calcio. Bosnia-Italia sta assumendo i risvolti di una commedia, che quella di un match di football valido per l’accesso alla prossima Coppa del Mondo. A rendere questo confronto carico di polemiche e sospetti, ci stanno pensando i balcanici.
CASO SOCIAL
Andiamo con ordine. Tutto comincia giovedì sera dopo il successo azzurro sull’Irlanda del Nord. Di Marco e Pio Esposito, vengono spizzicati dalle telecamere della Rai mentre esultano alla vittoria della Bosnia ai rigori contro il Galles. Video che ha impiegato poco a fare il giro su tutte le piattaforme social del pianeta, generando le reazioni furiose dei tifosi bosniaci. Ai commenti, poco british, dei sostenitori della Bosnia si sono aggiunte le parole di Muharemovic, difensore del Sassuolo, che ha deciso di entrare in tackle per lasciare il segno su questa sfida: “La Bosnia teme solo Dio, vogliamo mangiarci gli italiani”. L’augurio, logicamente, è che rimanga a digiuno.
SPIONAGGIO
Ieri, il secondo caso. La nazionale bosniaca si stava svolgendo le tradizionale sessione di allenamento a porte aperte, prevista alla viglia dei ogni match per consentire ai media di raccogliere immagini. Quindici minuti per riprendere ciò che si vuole e farsi un’idea, molto superficiale, delle scelte tattiche. Ed ecco il caso. Alcuni media locali hanno diffuso delle immagini di un uomo in pantaloni corti, abiti e giaccone militare all’interno del centro sportivo dell’FK Sarajevo, dove si stavano allenando Dzeko e compagni, che con il suo smartphone stava riprendendo la seduta di allenamento. Immediato l’allarme rosso in casa bosniaca, che ha accusato la federazione italiana di aver mandato una spia per carpire i segreti tattici del Ct Barbarez.
Nulla di vero. L’uomo, sì italiano, si è scoperto essere un militare appartenente all’EUFOR, la missione multinazionale dell’UE impegnate in Bosnia nell’ambito dell’operazione Althea. La sua presenza, quindi, era legata semplicemente alla vicinanza della base militare alla struttura sportiva. E i bosniaci? Contenti e soddisfatti? Assolutamente no. Le autorità bosniache, infatti sarebbero intenzionate a presentare una denuncia formale alla missione EUFOR.
PARADOSSO
Se non bastasse tutto questo, a rendere ancora più infuocata l’atmosfera la scoperta di questa mattina. Nello stadio Bilino Polje non si sarà la Gol Line Technology. In caso di dubbio sulla palla entrata o no, non ci sarà il controllo Var. Sembra assurdo in una finale che mette in palio il passaggio alla prossima Coppa del Mondo e tanti introiti economici, ma l’implementazione della GLT non è obbligatoria ma opzionale. La scelta dipende della decisione della federazione organizzatrice e quella bosniaca ha ritenuto non necessaria applicarla questa sera. Un caso?
A rendere questa sera un po' più serena l’atmosfera ci sarà Novak Djokovic. Il tennista serbo, arrivato ieri a Sarajevo, sarà in tribuna per godersi lo spettacolo augurandosi, come è giusto che sia, che vinca il migliore.
