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26 marzo 2026 - Aggiornato alle 07:46
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Bruciano le riserve in Sicilia, l'allarme degli ambientalisti: in un mese 1.500 incendi boschivi

Sughereta di Niscemi, Capodarso, Monte Cofano, Cava Grande del Cassibile, Zingaro: sono solo alcune delle aree naturali devastate dalle fiamme. E Legambiente chiede lo stop alla fruizione

26 Luglio 2025, 14:25

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La riserva dello Zingaro devastata dalle fiamme ieri e per tutta la notte, con decine di famiglie evacuate, è solo uno dei gravi episodi di questi giorni: la Sicilia va a fuoco in ogni angolo, da Catania a Trapani, da Palermo ad Agrigento, dalle campagne ai boschi passando per le aree sub-urbane. E tra Caltabellotta e Cianciana, dove le fiamme hanno colpito anche il bosco di Monte Cavallo. L'emergenza, per Legambiente, sono proprio le aree naturali. Bruciano infatti anche le riserve naturali della Sughereta di Niscemi, di Capodarso, di Monte Cofano, Cava Grande del Cassibile e tante altre

Legambiente: «Si faccia divieto di ogni attività di fruizione»

«Brucia il nostro inestimabile patrimonio di biodiversità e la speranza per un futuro basato sulla bellezza. Ed in questo momento, in cui si avvia la conta dei danni, l’emergenza purtroppo non è ancora finita, alimentata dalle alte temperature e dall’acuirsi della crisi climatica», dice Legambiente Sicilia, associazione ambientalista che sottolinea «la necessità di applicare in pieno le norme esistenti e di introdurre nuovi e più radicali strumenti». «In primo luogo - spiega - vanno applicate pene severe ed esemplari nei confronti dei responsabili individuati, occorre contrastare i comportamenti che sono alla base di numerosi incendi nelle aree rurali, disincentivando ogni forma di utilizzo delle aree bruciate, e occorre anche dimostrare che gli incendi sono un danno per l’intera collettività. Occorre potenziare - affermano gli ambientalisti - sia le azioni di presidio e controllo del territorio, anche con l’uso delle forze dell’ordine e con l’esercito in caso di allerte meteo, sia le dotazioni e il personale addetto allo spegnimento, per intervenire con maggiore tempestività».

Legambiente Sicilia chiede anche «il divieto temporaneo di ogni attività di fruizione e del tempo libero nelle aree percorse dal fuoco ricadenti all’interno di parchi, riserve naturali e demani forestali, sia a fini di verifica di dissesti che per dare un segnale forte del gravissimo danno causato dagli incendi». E inoltre chiede alla Regione Siciliana di «disporre una immediata indagine ispettiva per verificare l’esistenza dei catasti comunali degli incendi aggiornati e l’illegittimo utilizzo agricolo o edilizio delle aree percorse dal fuoco in passato».

Il bilancio dei vigili del fuoco: in un mese oltre 1.567 interventi

Nel frattempo i vigili del fuoco hanno diffuso i dati - drammatici - dell'estate di fuoco siciliana. Dal 15 giugno al 25 luglio sono stati 32.869 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco per incendi boschivi e di vegetazione in genere: 8.671 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nell'ultima settimana invece sono stati svolti 6.910 dalle squadre del Corpo nazionale. Il maggior numero di incendi si registra in Sicilia, dove i vigili del fuoco hanno effettuato 1.567 interventi. Le altre regioni maggiormente colpite dagli incendi sono state la Puglia (1.459), la Calabria (1.007) e la Campania (662). Sempre nell'ultima settimana sono stati 153 gli interventi effettuati dalla flotta aerea del Corpo nazionale per il contrasto agli incendi boschivi, mentre a terra le squadre hanno operato per un totale di 11.402 ore di lavoro.