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Il sopralluogo

Ciclone Harry, La Russa sugli aiuti: «Tornerò a verificare che "non si gabbi il Santo"»

Lo ha detto a Catania a conclusione dei sopralluoghi di questa mattina iniziati a Letojanni e proseguiti poi a Mazzero e Aci Trezza, prima di arrivare nel capoluogo etneo. Il Capo della Protezione civile regionale Cocina: «Siamo già al lavoro, emergenze in isole minori»

25 Gennaio 2026, 15:00

22:41

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Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha concluso il suo sopralluogo nei luoghi colpiti dal ciclone Harry a Catania sul Lungomare di Catania proprio davanti alla voragine che si è aperta sul mare inghiottendo ringhiere e marciapiede. «Sono molto colpito da quello che ho visto perché il territorio è molto largo. E in più c'è la Sardegna e c'è la Calabria, ci sono le isole e si tratta di qualcosa di enorme che forse non è stata ancora percepita come tale dai media. Poi c'è la necessità di fare in fretta nel ricostruire», ha detto durante la visita, accompagnato dal sindaco Enrico Trantino, dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno - con lui anche nelle tappe precedenti a Letojanni, Mazzeo e Aci Trezza - e il capo dipartimento della Protezione civile della Regione Sicilia, Salvo Cocina.

La Russa, dopo aver ricevuto in diretta telefonica la conferma dalla ministra Santanché che domani il Consiglio dei ministri si riunirà per decretare lo stato di calamità nazionale, ha aggiunto: «Il governo potrà mettere a disposizione le risorse, ma poi c'è bisogno della collaborazione dei sindaci e di tutti i cittadini e di tutte le istituzioni. Siccome, come sapete, non sono estraneo a questo territorio, io tornerò qui regolarmente e periodicamente a verificare che, "passata la festa, non si gabbi il Santo"». La seconda carica dello Stato ha inoltre auspicato l'avvio di una raccolta fondi supportata «da parte dei media e di tutte le forze politiche».

Il capo dipartimento della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, ha poi fatto il punto parlando con Ansa: «Siamo già partiti, non possiamo lasciare case senza acqua o i detriti sulle strade. I sindaci hanno avuto direttive precise da parte della regione e della protezione civile di avviare subito i lavori di rimozione dei detriti, di spalamento delle strade, di pulizia e di riattivazione dell’acqua e dell’energia elettrica e del gas. Oltre a questi lavori sono in corso e li vedete, c'è anche la copertura finanziaria. Sono partiti perché la giunta ha deliberato 50 milioni per i primi interventi, quindi c'è una copertura finanziaria».

Oltre a questo, «ieri e oggi - ha aggiunto Cocina - siamo andati su Stromboli e su Lampedusa. In questo momento i nostri tecnici sono su Linosa e Lampedusa per verificare i collegamenti con le isole minori, perché le strutture portone sono state pregiudicate. Sono iniziati i lavori di per Stromboli, per la messa in sicurezza. In questo momento si sta valutando la stabilità del pontile di Lampedusa per consentire quindi non solo l’attracco dell’aria ma anche lo scarico dei mezzi pesanti. Ci sono gravi danni su Lampedusa però contiamo comunque di intervenire, ecco, nelle muore, di utilizzare dei percorsi alternativi per i camion. Un altro intervento - ha sottolineato Cocina - è quello del ripristino di tutto il collettore fognario che collega in questo momento Santa Teresa di Riva. Sarà urgente, da domani si interviene su questo ma stiamo valutando come perché è, molto complesso. C'è invece l’ipotesi di ripristinare quanto più possibile tutti i lungomari del Messinese, Santa Teresa e Furci perché sono un’alternativa, un bypass della strada statale che in questo momento è sovraccarica».