I danni di Harry
Letojanni, i residenti dopo il disastro: «Il mare si è ripreso ciò che è suo. Ora speriamo negli aiuti»
Nel giorno della visita del presidente del Senato Ignazio La Russa chi vive nella cittadina ionica parla con consapevolezza di quanto il ciclone abbia fatto emergere le criticità del luogo: «Non è successo 50 anni fa, la costa era 30 metri più avanti»
«Il mare non ruba nulla, si riprende solo quello che è suo. Ma un tempo la costa era più di 30 metri più avanti. Nel 1972 tutto questo non è successo». Gaetano ha più di 70 anni e da sempre vive a Letojanni, uno dei paesi sul mar Ionio devastati dalla violenza delle onde causata dal ciclone Harry. E cita quella che, a sua memoria, è l'unica mareggiata di violenza paragonabile, quella di 53 anni fa. Attende sul lungomare, come tanti altri, il passaggio di Ignazio La Russa, presidente del Senato oggi in visita per vedere di persona quel che è accaduto. Attività storiche, come ristoranti e lidi sulla spiaggia, sono stati distrutti, come "Da Nino". Ma i danni sono ingenti anche sul lungomare, con intere sezioni spazzate via.
«Speriamo che tutto venga ripristinato per tempo, grazie agli aiuti. Voglio essere positiva», aggiunge Laura. Non è residente «ma come tanti ho qui una casa di villeggiatura, oggi è la prima volta che vengo dopo il ciclone. Letojanni non si meritava tutto questo», afferma mentre osserva il corteo formato da La Russa, il presidente dell'Ars Gaetano Galvagno, la prefetta di Messina Cosima Di Stani, i sindaci di Letojanni Alessandro Costa e Cateno De Luca di Taormina e tanti altri.
Salvatore, anche lui 70enne e «residente qui a Letojanni da 20 anni», va dritto al punto: «Questo paese vive di turismo, e deve riprendersi. Mi dispiace che le tv nazionali non ne abbiano parlato». La speranza per una maggiore attenzione, e per l'arrivo al più presto degli aiuti c'è. E la visita di La Russa in questo senso «è un segnale positivo».

