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17 marzo 2026 - Aggiornato alle 18:47
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IL MAXITAMPONAMENTO

Il luccichio sull'asfalto, il freno che non risponde, poi il boato: come 80 veicoli si sono schiantati in galleria sulla A20

Svincolo di Rometta riaperto verso Messina, ancora chiuso il tratto per Palermo: la Polizia Stradale al lavoro sui rilievi, bonifica in corso

17 Marzo 2026, 16:06

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La scena, raccontano gli automobilisti, è cominciata con un odore acre e un luccichio anomalo sull’asfalto: bastava toccare il freno per sentire la vettura alleggerirsi, scivolare come sul sapone. In un attimo, la routine dei pendolari del mattino che usano l'autostrada A20 si è rotta: alle 8 e 30, in galleria, il primo tamponamento a catena, poi altri, in serie. Secondo le informazioni raccolte, una presunta perdita di carburante da un mezzo pesante avrebbe reso il manto estremamente scivoloso. La dinamica è ancora al vaglio, ma i primi interventi hanno confermato il quadro: pavimentazione contaminata, visibilità buona, condizioni meteo senza anomalie. Il risultato, però, è stato pesante: un maxi‑coinvolgimento di veicoli - circa 80 secondo le stime - e un blocco della circolazione che ha inchiodato l'autostrada Messina-Palermo per ore. Fortunatamente, al momento non risultano feriti gravi.

Cosa è stato riaperto e cosa no

È stato riaperto lo svincolo d’ingresso di Rometta in direzione Messina: gli automobilisti che provengono dalla costa tirrenica possono dunque rientrare in autostrada e raggiungere il capoluogo. Questa misura mira ad assorbire le code sulla SS113 e sulle strade comunali che si sono formate a seguito dei blocchi. La riapertura dell’ingresso verso Messina è stata decisa dopo le verifiche di sicurezza sul tratto di carreggiata non interessato dalla sostanza sversata e dopo le operazioni di pulizia e ripristino nel settore più critico. Nel recente passato, in presenza di eventi eccezionali (come l’incendio in galleria Telegrafo nell’area messinese, che bloccò gli accessi), le autorità hanno già adottato soluzioni analoghe per modulare i flussi e alleggerire i nodi più congestionati.

Rimane invece chiuso il tratto in direzione Palermo nel segmento più prossimo all’area degli incidenti: qui sono tuttora in corso i rilievi della Polizia Stradale, la bonifica della pavimentazione e i controlli delle attrezzature di emergenza in galleria. In casi simili, i gestori dispongono l’uscita obbligatoria agli svincoli precedenti e il rientro a quelli successivi, con deviazione lungo la SS113; questa stessa logica è stata applicata più volte lungo l’asse Messina–Rometta–Milazzo durante chiusure straordinarie per cantieri o eventi incidentali.

Perché proprio qui: il tratto “sensibile”

Il corridoio Messina–Villafranca–Rometta–Milazzo è una delle porzioni più delicate della A20: presenza di numerose gallerie, volumi di traffico elevati in entrata/uscita dall’area metropolitana di Messina, cantieri di manutenzione ciclici e una viabilità alternativa (la SS113) che non può assorbire integralmente i picchi improvvisi. Non è un caso che negli ultimi anni si siano registrati incidenti e criticità, alcune con chiusure temporanee e deviazioni. Quel che conta oggi è che l’incidente del 17 marzo 2026 ha riacceso i riflettori sulla necessità di una manutenzione costante dell’impiantistica di galleria e su piani di gestione del traffico più resilienti agli shock, specie quando un evento inatteso – come lo sversamento di gasolio – manda in tilt l’intero sistema.

La dinamica: la scia invisibile che moltiplica gli urti

Secondo una prima ricostruzione, la miccia sarebbe stata la perdita di carburante - con ogni probabilità gasolio - da un mezzo pesante transitato poco prima. Un fenomeno ben noto ai tecnici della viabilità: poche decine di litri dispersi, soprattutto in galleria o su curve e rampe, possono ridurre drasticamente l’aderenza e trasformare anche una frenata leggera in un allungamento imprevisto degli spazi di arresto. La casistica siciliana, e non solo, mostra che gli sversamenti in galleria sono tra i contesti più critici perché avvengono in un ambiente confinato, con margini di manovra ridotti e riflessi ottici che possono ritardare la percezione del pericolo. Episodi recenti su altre arterie dell’Isola (come il maxi tamponamento in galleria sulla A19 a Trabia) confermano lo schema: una scia di fluido sull’asfalto, urti a catena, carreggiata interdetta per ripristino.

L’innesco stamattina è avvenuto in pieno orario di punta: l’onda di rallentamenti è diventata una colonna compatta e, dentro la galleria, il margine d’errore si è azzerato. Da quel momento sono scattati i protocolli standard: segnalazione del pericolo, chiusura del tratto, attivazione della ventilazione e della semaforica di emergenza dove disponibile, chiamata alle squadre di bonifica. In scenari analoghi, i sistemi tecnologici attivati di recente nella rete messinese hanno mostrato di poter accelerare le procedure di sicurezza, interrompendo i flussi e facilitando l’arrivo dei soccorsi.

Le domande aperte

Restano comunque da chiarire l’origine esatta dello sversamento (la perdita di gasolio da un mezzo pesante è l'ipotesi privilegiata ma non ci sono conferme), la catena temporale dei primi urti (quali veicoli hanno innescato il tamponamento a catena e a che velocità procedevano?) e l’efficacia della segnaletica in avvicinamento alla galleria (pannelli a messaggio variabile, limiti e avvisi erano attivi e visibili?). 

Le risposte arriveranno dai rilievi della Polizia Stradale e dalle verifiche tecniche del CAS; solo a valle di queste attività sarà possibile stimare tempi realistici per la riapertura completa. Nell’immediato, prevedibile una riattivazione a fasi, con prime finestre riservate ai mezzi di soccorso e successivo deflusso assistito dei veicoli rimasti a valle dell’incidente.

La voce degli utenti e la tenuta del sistema

Le immagini circolate sui social e le testimonianze telefoniche raccolte lungo la SS113 fotografano una mattinata di grande frustrazione: appuntamenti saltati, merci in ritardo, autobus deviati. È il rovescio della medaglia di una rete che, nel quadrante tirrenico, ha pochi corridoi d'emergenza: quando la A20 si ferma, la costa va in saturazione. Non a caso, in precedenti crisi viarie la stampa locale ha sottolineato la necessità di percorsi di smistamento e di aggiornamenti in tempo reale più efficaci, sia sui canali ufficiali sia sui pannelli a messaggio variabile.

Cosa aspettarsi nelle prossime ore

Una volta completata la bonifica e i rilievi, il gestore potrà procedere con una riapertura progressiva anche verso Palermo, inizialmente con limiti di velocità e segnaletica di cantiere. Se gli accertamenti confermeranno la perdita di carburante come causa primaria, l’attenzione si sposterà sulle condizioni del mezzo pesante e sulla catena di responsabilità, inclusa l’ipotesi di addebito dei costi di ripristino e dei danni accessori alla viabilità e alla collettività. Per gli utenti, nelle prossime 24–48 ore potrà persistere un effetto “fisarmonica” sulle rampe e sulle uscite più prossime: consultare i canali del CAS e i media locali prima di mettersi in viaggio resta la regola aurea.