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9 maggio 2026 - Aggiornato alle 16:05
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Il parco che non c'è

Orti di Cibali, alla riscoperta del "polmone verde" di Catania. Dove però girano anche le moto

Una passeggiata, organizzata per l'iniziativa "Jane's Walk" si è svolta stamattina all'interno dei 18 ettari in piano centro da salvaguardare

09 Maggio 2026, 15:51

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Quasi cento persone hanno preso parte con entusiasmo questa mattina alla passeggiata attraverso gli Orti della Susanna, situati nel quartiere Cibali, un'area destinata dal piano regolatore del 1969 alla costruzione di un Centro Direzionale oggi ritenuto del tutto anacronistico. L'iniziativa si è inserita all'interno del programma Jane's Walk Catania ed è stata promossa dal Comitato Parco Orti della Susanna. Questa realtà, formata da residenti, cittadini e associazioni, si batte da tempo affinché la zona venga trasformata in un grande parco urbano, offrendo alla città un fondamentale polmone verde di cui ha estremo bisogno. «Si tratta del vero polmone verde della città», afferma Giuseppe Rannisi, presidente di Lipu Catania e parte del Comitato. E durante la visita non sono mancate le occasioni per far notare «le varie specie di uccelli in zona: dalla poiana al rondone. Ormai anche la legislazione europea sottolinea come le aree verdi urbane siano da salvaguardare».

Attualmente l'area è ancora del Consorzio Centro Direzionale, in liquidazione coatta sotto la vigilanza della Banca d'Italia, ed è stata messa in vendita. Si tratta di un luogo di immenso - circa 18 ettari - e di grande valore naturalistico, caratterizzato da una ricca biodiversità vegetale e faunistica e impreziosito dalla presenza di antiche lave, per le quali la Soprintendenza ha richiesto il massimo vincolo di tutela. A questo si aggiungono numerose testimonianze etno-antropologiche, alcune delle quali dichiarate patrimonio dell'Unesco, e la suggestiva grotta Lucenti, una vasta cavità di origine antropica utilizzata fino agli anni Sessanta per l'estrazione della ghiara, materiale un tempo imprescindibile per l'edilizia locale.

L'obiettivo principale del Comitato è difendere questo inestimabile patrimonio da potenziali speculazioni edilizie che rischierebbero di smembrarlo per fare spazio a una cementificazione di cui il territorio non sente alcuna necessità. La richiesta, chiara e pressante, è che la Regione, la Città Metropolitana o il Comune acquistino l'area, oggi proposta sul mercato a un prezzo accessibile, per destinarla definitivamente a parco pubblico e salvarla dal soffocamento del cemento. E durante la passeggiata, il geologo Uccio Di Paola ha sottolineato l'estrema varietà anche morfologica dei terreni: «Qui non ci sono solo le lave, come quelle della grande colata del 1669, ma anche argille e soprattutto tanta acqua: le testimonianze di muretti e canaline, oltre ai due pozzi, lo testimoniano. Non c'è nulla di simile in tutta Italia».

La passeggiata, che si è posta in continuità con le precedenti iniziative promosse dai gruppi di residenti, ha permesso a molti catanesi di scoprire e apprezzare per la prima volta la bellezza degli Orti. Molti altri, invece, vi hanno fatto ritorno non solo per godere del raro contatto con la natura nel cuore della città, ma soprattutto per ribadire, con la loro presenza, la ferma volontà di tutelare e valorizzare a livello naturalistico questo luogo magico. Il tutto nonostante un episodio spiacevole: durante la passeggiata due moto da cross hanno fatto irruzione all'interno del parco. E, secondo chi frequenta la zona, non sarebbe certo la prima volta. Un comportamento che, con l'istituzione di un parco, potrebbe essere evitato.