Il personaggio
Trapani, Antonini si sfoga in tv: «Sono solo contro tutti. La giustizia sportiva? Una pagliacciata»
Parole pesanti verso la città, il sindaco e i tifosi che lo hanno contestato: «Definirei quella parte di tifoseria abietta, assolutamente volgare»
Nel mezzo della tempesta, Valerio Antonini si sfoga in diretta a Sestarete tv parlando di Trapani. E non risparmia nessuno. Mentre si registra il disastro sportivo dello Shark Trapani di basket, e si preannuncia quello della squadra di calcio, si descrive come assediato, tradito dalle istituzioni locali e abbandonato da una piazza che fino a poco tempo fa lo osannava.
Antonini non si nasconde dietro un dito quando si tratta di analizzare le cause del dissesto, ma inquadra le sue colpe esclusivamente come un eccesso di buona fede. «Innanzitutto ho commesso grandissimi errori di superficialità e di confidenza eccessiva verso gli altri», ammette, per poi lanciare accuse pesantissime verso figure chiave della città.
Il primo bersaglio è l'amministrazione locale: «Mi sono fidato del sindaco, che mi ha teso, non so se volontariamente o involontariamente, tanti tranelli presentandomi personaggi ai borderline». Non meno grave l'accusa al proprio entourage tecnico riguardo alle operazioni finanziarie contestate: «È stata una superficialità dare fiducia al mio commercialista che ci ha proposto quell'operazione dei crediti che poi si sono rivelati inesistenti».
Alla domanda se si senta solo, la risposta è lapidaria: «Sono assolutamente solo». Antonini descrive un clima di isolamento rotto solo dalla presenza di pochi collaboratori fedeli, mentre il rapporto con la città sembra ormai compromesso. L'amarezza è palpabile quando parla del credito morale che pensava di aver acquisito: «Si è sciolto come un gelato al sole non appena ci sono state le prime difficoltà». Il presidente rifiuta di lanciare messaggi distensivi alla tifoseria, citando episodi che hanno coinvolto la sua sfera privata: «Il tifoso granata m'ha insultato nell'ultima partita spudoratamente. Definirei quella parte di tifoseria abietta, assolutamente volgare». Racconta di insulti rivolti alla famiglia e ai figli piccoli davanti a scuola, definendoli «cose di una porcheria senza precedenti».
L'addio agli investimenti in Sicilia
Le conseguenze di questa vicenda, secondo Antonini, andranno ben oltre il suo caso personale, segnando una pietra tombale sull'attrattività economica del territorio. «Credo che non verrà mai più nessun imprenditore a investire in Sicilia, di questo io ne sono convinto. E certamente non nella provincia di Trapani».
L'attacco frontale alla Giustizia Sportiva
L'intervista si chiude con un attacco durissimo al sistema sportivo italiano. Antonini non usa mezzi termini: «La giustizia sportiva non esiste secondo me. È una pagliacciata senza precedenti e spero che la Corte di giustizia europea la cancelli completamente». Secondo il patron, il sistema attuale è viziato alla radice: «È composta da giudici nominati dai presidenti federali [...] che eseguono esclusivamente ordini nell'interesse massimo delle federazioni». La sua speranza è riposta nelle normative europee e nella recente sentenza Agnelli, auspicando che la giustizia sportiva venga «cancellata perché è solo una buffonata». L'unica priorità dichiarata da Antonini non è il riscatto sportivo o il rapporto con i fan, ma la propria riabilitazione personale: «In questo momento non me ne frega assolutamente nulla se non di ristabilire la verità dei fatti».
