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30 marzo 2026 - Aggiornato alle 15:52
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Lo spareggio

Mondiale, dentro o fuori in 90 minuti: Politano carica gli azzurri

L'esterno destro del Napoli ci crede: a Zenica, in Bosnia, tra balconi affittati e capienza ridotta, l'Italia deve restare lucida per conquistare il mondiale

30 Marzo 2026, 15:18

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“Coraggio Italia, sognare il Mondiale si può”. Matteo Politano. L’esterno destro di Napoli e Nazionale ci crede, come ci credono tutti gli Azzurri che oggi pomeriggio alle 16,30 partiranno alla volta di Zenica. Dopo Leonardo Spinazzola, è il più “anziano” del gruppo. Eppure, ha solo 32 anni. Politano è nel pieno della maturità calcistica e, dopo aver vinto due Scudetti con il Napoli, vuole consacrarsi anche con la maglia Azzurra. Il Mondiale è un sogno che domani sera in Bosnia ed Erzegovina (ore 20,45, diretta su Rai1) potrebbe diventare realtà.

Il messaggio lanciato dall’esterno azzurro è chiarissimo. “È da un paio di mesi che il nostro unico pensiero è andare al Mondiale – ha dichiarato – ce lo meritiamo, ma bisogna dimostrarlo. Per me e per qualcun altro non più giovane sarà probabilmente l’ultima occasione, vogliamo sfruttarla”.

AMBIENTE IN AFFITTO

A Zenica, l’Italia troverà un ambiente complicato. Ma il piccolo stadio nel cuore della città industriale a 70 chilometri a nord di Sarajevo sarà a capienza limitata: non 15mila spettatori, ma poco meno di 9mila, perché c’è da scontare una sanzione FIFA. E allora? Ecco l’ultima novità di queste ore: i proprietari delle case con vista campo da gioco hanno messo in affitto i loro balconi e le loro terrazze per creare spalti alternativi, rumorosi, pieni di gente. Curiosità e situazione ambientale che non dovranno incidere sul rendimento della Nazionale di Ringhio. Gli azzurri dovranno entrare in campo con personalità, senza farsi trascinare dalla temperatura agonistica del match. Sarà una serata in cui conteranno il carattere, la tenuta mentale e la capacità di restare lucidi nei momenti più delicati, senza perdere equilibrio.

Politano, anche su questo, è stato molto chiaro. “Sappiamo - ha proseguito - che ci aspetta una partita difficile, ma dobbiamo concentrarci soprattutto su noi stessi, più che sull’avversario. A Zenica servirà partire forte subito, senza farci condizionare né dai giocatori che avremo davanti né dall’ambiente. Siamo una squadra abituata alla pressione e dovremo dimostrarlo con concentrazione, personalità e spirito di sacrificio. In gare come queste bisogna stare sempre al massimo, saper leggere bene i momenti della partita e poi, negli ultimi metri, avere anche l’istinto giusto per essere decisivi”.

FEELING

In avvicinamento a questa sfida resta centrale la figura del commissario tecnico. Politano e Gattuso si conoscono bene, perché hanno già lavorato insieme a Napoli. “L’ho ritrovato ancora più carico rispetto al Napoli, ha proseguito l’esterno azzurro. Il mister è uno che ci tiene tantissimo al gruppo, non vuole egoismi. Gattuso ci trasmette grande motivazione e ci chiede sempre il massimo, sia in allenamento sia in partita”.

Il gruppo resta uno dei temi più forti dentro la Nazionale. È su questo che Gattuso ha insistito fin dal primo giorno, ed è su questo che l’Italia vuole costruire l’ultimo passo verso il proprio obiettivo. Una squadra unita, capace di andare tutta dalla stessa parte, è la base da cui partire per provare a conquistare qualcosa di importante. Domani sera ad arbitrare sarà il francese Clément Turpin, un nome che non evoca bei ricordi in casa azzurra: diresse infatti Italia-Macedonia del Nord, la semifinale playoff del marzo 2022 che chiuse la corsa dell’Italia verso il Mondiale in Qatar. Ecco perché il clima, a Coverciano, è quello delle grandi vigilie. Perché il sogno è lì, a un passo, ma per prenderlo bisognerà meritarselo fino in fondo. Anche per cambiare, con Turpin, un ricordo che per l’Italia resta amarissimo.