25 gennaio 2026 - Aggiornato alle 09:23
×

l'appello

Il ciclone in Sicilia, l’urlo dei sindaci: «Date a noi i poteri speciali per la ricostruzione, solo così si salva l'estate»

I primi cittadini del litorale messinese chiedono al ministro Musumeci non solo risorse ma tempi certi. «Non si può ricostruire tutto con le ordinanze di somma urgenza»

Salvo Catalano

23 Gennaio 2026, 08:06

Il ciclone in Sicilia, l’urlo di sindaci: «Date a noi i poteri speciali per la ricostruzione, solo così si salva l'estate»

Parola d'ordine: salvare la stagione estiva e con essa buona parte dell'economia delle loro comunità. I sindaci della riviera ionica messinese hanno chiara la priorità a medio termine. E pronte le richieste a tutte le istituzioni coinvolte: non chiedono solo le risorse necessarie a ricostruire, vogliono tempi certi, cioè poteri derogatori nella fase di ricostruzione. Nella prassi post calamità della protezione civile «ricostruzione» è una parola che fa da spartiacque. Prima c’è quello che solitamente si può fare subito, nel più breve tempo possibile, con le ordinanze di somma urgenza e con tutte le deroghe possibili: rimuovere detriti e macerie, ripristinare la viabilità e tutti i servizi essenziali. Dopo c’è un secondo periodo in cui vanno rimesse in piedi le infrastrutture importanti, le opere medio-grandi.

A Santa Teresa di Riva, prima tappa dei sopralluoghi del ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, i conti li hanno già fatti: secondo il Comune serviranno 55 milioni di euro per riportare il paese alla normalità. «Ho detto al ministro che va bene lavorare in somma urgenza, ma non si può ricostruire in somma urgenza tutto il lungomare. Anche per la seconda fase, quella della ricostruzione, bisogna immaginare deroghe, altrimenti ci vorranno anni».

Su questo aspetto l'ex governatore di Fratelli d'Italia è prudente. E detta i tempi: «Non è un problema di risorse, quelle ci sono e ci saranno. Lo Stato farà la sua parte, spero in cofinanziamento con le regioni - spiega - È piuttosto un problema di soggetti attuatori, di tempi e di procedure. I sindaci hanno già poteri di deroga in quanto autorità di protezione civile e con la dichiarazione dello stato di emergenza, che contiamo di approvare la prossima settimana, ne avranno altri».

E qui si ferma Musumeci, consapevole che avanzare promesse per la ricostruzione è un azzardo. Ma cosciente anche, come ammette riservatamente a qualche primo cittadino, che senza poteri speciali «i tempi si fanno lunghi». Incompatibili con la stagione estiva. «Ricostruire le infrastrutture più importanti non è questione di mesi», sottolinea. Per progettare e costruire servono soprattutto competenze tecniche.

«L'anno scorso - rivendica il sindaco di Santa Teresa - qui il mare ha fatto crollare duecento metri di lungomare. Noi in cinque mesi lo abbiamo rifatto nuovo». Insomma, i primi cittadini di questo lembo di Sicilia che negli ultimi anni hanno lavorato in sinergia (complice anche, per alcuni di loro, la comune appartenenza politica al movimento di Cateno De Luca), portando più bandiere Blu di quante la provincia messinese ne abbia mai avute, si vogliono prendere le responsabilità. «Alcuni Comuni - prova a venire incontro Musumeci - possono fare da soggetti attuatori perché sono attrezzati dal punto di vista tecnico-amministrativo, altri invece potrebbero non avere il personale necessario. E allora bisogna rivolgersi ad altri soggetti, ma è la Regione a vigilare su questo. Noi - prosegue, illustrando la prassi - nominiamo il presidente della Regione commissario delegato, il presidente può delegare ad altri soggetti questo ruolo. Ma sarà comunque il commissario delegato dalla Regione a cooperare con i Comuni».

Insomma, è il profilo di una struttura commissariale unica. Proprio quella che i sindaci sperano di dribblare. Intanto, però, è il ministro a mettere sulle spalle dei sindaci la responsabilità di «una pianificazione urbanistica che si adatti al cambiamento climatico. Ma serve una revisione della pianificazione in direzione di tenere conto della pianificazione della protezione civile, cosa mai fatta in Italia nonostante lo preveda la norma. Rispetto al passato - conclude Musumeci - dobbiamo chiederci non se, ma quando tornerà il ciclone e farci trovare pronti».