Da paragone a fatto
No, Sant'Agata non è «la terza festa al mondo». Quel dato mai verificato ripetuto da ben 30 anni
La frase scritta su un articolo de "La Sicilia" del 1995 fu ripresa un anno dopo da Mario Bevacqua, a capo degli agenti di viaggio mondiali. E da lì centinaia di volte
La Festa di Sant'Agata a Catania è la terza festa al mondo per partecipazione. Forse: non c'è nessuna fonte qualificata che lo dica. Non uno studio, non un "Guinnes world record", nemmeno una statistica che chiarisca l’origine di quello che per i catanesi è un dato assodato: «Meglio di Sant'Agata fanno solo la Settimana santa a Siviglia (Spagna) e la festa del Corpus Domini a Cuzco (Perù)».
Ma quindi, da dove viene quello che è ormai un "fatto" ripetuto centinaia di volte? Ad aiutarci c'è l'archivio del nostro giornale: la prima occorrenza del paragone, che cita la Festa etnea - che con centinaia di migliaia di persone in 3 giorni resta un avvenimento enorme - insieme a quelle di Siviglia e Cuzco è un articolo del 5 febbraio 1995 a firma di Nino Urzì. Dove non si fa però riferimento ai numeri ma a un giudizio estetico. «Festa incredibile. Giusta la fama che si e meritata come una delle tre più belle del mondo. Le altre due la Settimana Santa a Siviglia in Spagna e il Corpus Domini a Cuzco in Perù».
Il paragone verrà ripreso l'anno successivo in un altro articolo, precisamente del 31 gennaio 1996, questa volta per voce dell'allora vicepresidente dell'Aapit, l'Azienda provinciale turismo Mario Bevacqua: «Le feste patronali sono tra le tre solennità più importanti nel mondo: Sant’Agata, la Settimana Santa a Siviglia in Spagna e la festa del Corpus Domini a Cuzco in Perù». Bevacqua, un’autorità nel campo turistico in quanto in quegli anni (anche) presidente dell'organizzazione internazionale degli agenti di viaggio, dà quindi “ufficialità istituzionale” a una classifica che da quel momento non lascerà più l'immaginario etneo. Tanto che già il giorno dopo in un altro articolo su "La Sicilia" Urzì riprende il paragone. Ma stavolta il giudizio estetico diventa di quantità: «S. Agata tra le tre più grandi feste del mondo con la Settimana Santa a Siviglia in Spagna e il Corpus Domini a Cuzco».
Da quel momento le citazioni diventano centinaia, moltiplicatesi negli anni. Lo stesso Comune di Catania riferisce il "dato" come assodato sul proprio sito. A riportarlo anche Wikipedia. Assodato che il paragone è “nato” nel 1995, in 30 anni non ci sono stati aggiornamenti. Segno della difficoltà del calcolo delle presenze, forse. Ma quelli economici sono invece oggi a oggi a portata di "click". Come recentemente riportato dal professore Rosario Faraci, economista dell'Università di Catania, il ritorno della Festa catanese è di circa 25 milioni di euro per la città. Un grande risultato, ma «l’impatto economico della Settimana Santa nella sola Siviglia (Spagna) è stato di 400 milioni di euro nel 2025», scrive Faraci. Che porta nel novero delle "papabili" feste più grandi al mondo una stranamente ignorata nella "triade" che vedrebbe Sant'Agata terza al mondo: quella di Nostra Signora di Guadalupe a Città del Messico. La megalopoli da sola ha oltre 20 milioni di residenti, e la cerimonia vede 13 milioni di visitatori in tre giorni. E «dal 10 al 12 dicembre ha generato ricavi diretti per oltre 1.1724 miliardi di pesos (circa 57 milioni di euro)», precisa Faraci.
La conclusione? Probabilmente, in attesa di dati ufficiali che lo confermino o lo smentiscano, Sant'Agata non è la terza festa del mondo per partecipanti. Ma la certezza è che ne nel cuore di ogni catanese non è nemmeno terza, ma primissima.

