Mafia
Il duplice omicidio Vecchio-Rovetta, la requisitoria (di 4 ore) della Pg: "Mandare a processo Aldo Ercolano e altri quattro"
Sono serviti 36 anni per aprire un processo sull'assassinio dei due manager delle Acciaierie Megara. Il movente della "condanna a morte" il no al pagamento dell'estorsione ai boss di Cosa nostra catanese
Dai "pizzini" di Bernardo Provenzano in cui compare il nome di "Vinciullo" fino a quelli di Giovanni Brusca dove si fa riferimento alla "Megara". Diverse intercettazioni, rilette dopo anni. Una serie di verbali di collaboratori di giustizia, che sono stati riascoltati. Senza dimenticare le recenti dichiarazioni rilasciate dai manager bresciani di Alfa Acciai. Un puzzle molto definito e analitico quello che è stato descritto dalla procura generale nel corso dell'udienza preliminare sull'inchiesta per il duplice omicidio di Francesco Vecchio e Alessandro Rovetta avvenuto il 31 ottobre 1990 nella zona industriale di Catania.
A parlare per primo è stato il procuratore generale Carmelo Zuccaro, poi i sostituti Pg Nicolò Marino e Giovannella Scaminaci. Sono servite quasi quattro ore per analizzare quanto emerso dall'inchiesta condotta del nucleo di polizia giudiziaria interforze e dalla DIA.
Le indagini sono stati avocate dalla Pg dopo l'ultima richiesta di archiviazione da parte della procura etnea a cui si sono opposti i figli dei due imprenditori uccisi 36 anni fa.
Finalmente ieri è cominciato un processo: la Pg ha chiesto alla gup Carla Aurora Valenti il rinvio a giudizio di Aldo Ercolano, figlio di Pippo e nipote di Nitto Santapaola. Per l'accusa il capomafia ha ordinato l'uccisione dei due manager delle Acciaierie Megara poiché non cedettero alle richieste estorsive avanzate dalla famiglia di Cosa Nostra. Un'estorsione in cui avrebbe avuto un ruolo fondamentale l'ottantenne Vincenzo Vinciullo - protagonista di una perquisizione a Messina alcuni mesi fa - che per le Megara faceva il rappresentante.
Il pizzo poi la famiglia Santapaoala-Ercolano l'avrebbe intascato l'anno dopo il duplice assassinio: un miliardo delle vecchie lire. Il versamento è stato anche confermato da più persone. Per la procura generale ci sono diversi elementi che fanno ipotizzare che l'estorsione sia stata portata avanti nel tempo. Cosa Nostra, d'altronde, non interrompe gli incassi senza una valida ragione.
Per l'accusa di estorsione la Procura Generale ha chiesto alla gup di portare a processo Vincenzo Vinciullo, Antonio Alfio Motta, Francesco Tusa e Leonardo Greco. Anche Ercolano, condannato per diversi omicidi fra cui quello del giornalista Pippo Fava, è accusato di estorsione oltre che di essere l'uomo che ha decretato la condanna a morte di Rovetta e Vecchio.
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Ieri è cominciata la discussione anche dell' avvocato Francesco Pizzuto, che rappresenta la famiglia Rovetta. L'udienza è stata aggiornata per il 18 febbraio quando sarà il turno degli avvocati Enzo Mellia e Giuseppe Lo Faro per i fratelli Vecchio. Poi toccherà al collegio difensivo, composto dagli avvocati Salvatore Catania, Valeria Rizzo, Fabio Federico, Isabella Barone e Francesco Strano Tagliareni.


