26 gennaio 2026 - Aggiornato alle 09:05
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Il dramma

Niscemi scivola a valle, è un disastro annunciato: il sindaco chiude le scuole, case evacuate 

La città rischia di rimanere isolata, attivata la Protezione civile mentre le strade provinciali cedono e si denuncia l'abbandono istituzionale

Laura Mendola

25 Gennaio 2026, 20:23

20:28

La "ferita" di Niscemi e il disastro annunciato: il sindaco chiude le scuole

Una città ferita, quella di Niscemi in provincia di Caltanissetta, frane che l'hanno isolata e domani scuole di ogni ordine e grado chiuse. In municipio si è insediato il Coc per l'emergenza dopo le frane che hanno devastato il settore ovest del territorio abitato. E i movimenti sono continui tant'è che questa sera è crollato anche una parte del belvedere che era stato transennato (GUARDA QUI IL VIDEO) per evitare che i curiosi raggiungessero la zona della frana lungo la provinciale 12, già chiusa al transito da dieci giorni.

Il sindaco Massimiliano Conti ha invitato nuovamente i residenti a lasciare le abitazioni, mentre al Comune c'è in corso un vertice al quale prenderà parte anche il capo della protezione civile regionale Salvo Cocina. È stato previsto anche un sopralluogo lungo la strada provinciale 11 che collega il centro abitato con la strada statale 115 per Vittoria per verificare le condizioni di quella che è diventata una delle poche strade che permettono l'uscita dalla città. L'altra strada di collegamento porta dal centro Nisseno alla vicina Caltagirone. Due frane nel giro di pochissimo tempo, l'incubo del passato e il rischio che l'economia vada a picco.

"Quanto avvenuto a Niscemi non può essere visto come un evento isolato o come semplice fatalità. Siamo di fronte all'ennesima ferita inflitta al nostro territorio che si sta sgretolando sotto il peso dell'abbandono istituzionale e della mancanza di una seria programmazione infrastrutturale", afferma Rosanna Moncada segretaria generale della Cgil. "La frana di Niscemi è lo specchio di una Provincia che sconta decenni di disinvestimento - aggiunge la sindacalista - e mentre si discute di grandi opere avveniristiche le nostre strade provinciali cedono, i collegamenti interni sono da terzo mondo e i cittadini vedono compromesso il loro diritto fondamentale alla mobilità e alla sicurezza".