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Scioperi, cantieri fermi e stipendi arretrati: il flop della nuova Cmc. Ecco tutti i cantieri siciliani a rischio
A dicembre la nuova spa subentrava alla Manelli Costruzioni in appalti cruciali per l'isola. Due mesi dopo campanelli d'allarme suonano dalla metro di Catania a Palermo
Il cantiere della metropolitana di Catania in via Reclusorio del Lume
A dicembre, quando la notizia è diventata ufficiale, lavoratori, sindacati e stazioni appaltanti avevano tirato un sospiro di sollievo. La nuova Cmc, non più la vecchia cooperativa ma una neonata spa, colosso delle grandi costruzioni in Italia, subentrava all'impresa Manelli, da mesi in grande difficoltà, su alcuni cantieri cruciali per la mobilità dei siciliani: tre interventi a Palermo (la fognatura di Cruillas, il collettore emissario sud orientale e la fermata Lazio del Passante ferroviario), il lotto 3 della superstrada Ragusa-Catania, un segmento del raddoppio ferroviario Catania-Palermo e uno sui binari tra Caltagirone e Niscemi. A cui si aggiungeva il disgraziato cantiere della metropolitana di Catania, Stesicoro-Palestro, aggiudicato sin dall'inizio alla vecchia Cmc.
Oggi, a distanza di due mesi, i campanelli d'allarme suonano da un capo all'altro dell'isola perché la sperata svolta non c'è stata: in alcuni casi i dipendenti aspettano mensilità arretrate, ma soprattutto in tutti i cantieri i lavori sono fermi o avanzano impercettibilmente. «La preoccupazione c'è - ammette Salvatore Fiore, direttore generale della Ferrovia Circumetnea di Catania, stazione appaltante della metropolitana - ci aspettavamo un ingresso più performante. Stiamo osservando l'evoluzione delle cose, ma non tollereremo altri ritardi».
Giugno 2025 è stato un momento storico per la Cmc. Il ramo d'azienda principale della cooperativa è stato acquistato dalla Alpha General Contractor, guidata da Asmaa Gacem, 30 anni, imprenditrice italo-marocchina, e dal marito avvocato Antonio Politano. Negli ultimi anni Gacem, con la sua holding Finres, ha costruito un impero economico che spazia dalle residenze sanitarie agli alberghi di lusso (gestisce un hotel 4 stelle nel centro di Firenze), dall'edilizia (molto attiva con il Superbonus) al calcio (sono proprietari del Prato). A dicembre la nuova Cmc sigla un contratto di affitto di ramo d'azienda per 24 mesi con la Manelli Costruzioni, alto big del settore, preliminare a una possibile successiva acquisizione.
LA SUPERSTRADA CATANIA-RAGUSA
Cmc si ritrova così a essere l'unico soggetto attivo del Consorzio Achates, titolare del terzo lotto (Chiaramonte Gulfi-Licodia Eubea) del raddoppio stradale tra Catania e Ragusa. Qui prima si era defilata Rizzani de Eccher, lasciando sola Manelli. Vicissitudini che hanno costretto senza stipendio da novembre decine di lavoratori che oggi hanno scioperato. L'azienda ha fatto sapere che è tutto fermo in attesa che l'Anas formalizzi la presa d'atto del subentro. Quando avverrà, la spa ha promesso di assumere direttamente i lavoratori e valutare se pagare il pregresso comprensivo del mese di novembre, cosa che non gli spetterebbe ma che ha già fatto in altri cantieri italiani. «Ma in assenza di un impegno scritto - sottolinea Dario Gulisano, della Fillea Cgil - tali dichiarazioni non costituiscono alcuna garanzia». Intanto i lavori sono fermi a poco più del 3% del completamento, in netto ritardo rispetto agli altri segmenti su cui lavorano altre imprese.
I TRE CANTIERI DI PALERMO
Nel capoluogo siciliano lo sciopero è scattato lo scorso venerdì e ha visto coinvolti i lavoratori impegnati nella realizzazione del collettore emissario fognario Sud-Est. Anche qui Cmc, subentrando a Manelli, è entrata in un consorzio dove ha trovato la ditta Research. E anche qui stessa dinamica: due mesi di stipendi arretrati e l'impresa che si giustifica con l'attesa della formale presa d'atto del subentro da parte della stazione appaltante, la struttura commissariale della depurazione che a Palermo è guidata dall'ex assessore regionale Totò Cordaro. Dopo lo sciopero, i pagamenti sono stati sbloccati. Ma i lavori sono praticamente fermi. Avanzano molto lentamente negli altri due appalti palermitani: la fognatura di Cruillas e la fermata Lazio del Passante ferroviario. Dopo mesi di vertenza con la Manelli, tra i lavoratori il clima resta di tensione. «Non siamo fuori pericolo», è la frase che sintetizza l'umore prevalente nei cantieri.
METROPOLITANA DI CATANIA
Il lotto Stesicoro-Palestro (primo della più ampia tratta Stesicoro-Aeroporto) della metropolitana di Catania ha una storia tormentata, soprattutto a causa del crollo in via Castromarino che ha bloccato tutto per anni. La nuova Cmc è subentrata a novembre e in questo caso la stazione appaltante, la Ferrovia Circumetnea, ha concluso a metà gennaio la verifica dei requisiti e dato il formale via libera. Ma da due settimana nel cantiere di via Reclusorio del Lume è tutto fermo.
«La situazione non è chiara - ammette l'ingegnere Fiore - capiamo che quando un'impresa entra in un appalto così importante ci possa essere una fase di assestamento, ma abbiamo chiesto all'azienda un incontro che dovrebbe avvenire la prossima settimana, siamo preoccupati. Ci auguriamo che sia una situazione momentanea, ma non possiamo tollerare altri ritardi per un'opera che ne ha avuti già troppi proprio per colpa della vecchia Cmc. Oggi - conclude il direttore di Fce - l'impresa non è più in concordato preventivo, non ci sono più motivazioni per pazientare. Se non ci sarà chiarezza, abbiamo gli strumenti di legge per definire il contratto». Anche la Cgil ha chiesto un tavolo, non tanto per gli stipendi che sono regolarmente pagati ma per lo stato di fermo del cantiere. Visti i precedenti con la vecchia Cmc, l'attenzione è molto alta.
FERROVIA CALTAGIRONE-NISCEMI
Dal 2011 i treni tra Caltagirone e Gela sono fermi, a causa di un crollo che 15 anni fa colpì il ponte di Piano Carbone, tagliando in due la ferrovia. Ci sono voluti 11 anni per far partire i lavori sul primo lotto, Caltagirone-Niscemi, aggiudicati alla Manelli Costruzioni, e quindi adesso alla Cmc. Ma seppure gli stipendi sono regolarmente saldati, anche qui il cantiere si è sostanzialmente fermato.
RADDOPPIO FERROVIARIO CATANIA PALERMO
Subentrando a Manelli, Cmc si sarebbe ritrovata impegnata anche sul raddoppio ferroviario tra Catania e Palermo, nel lotto Catenanuova-Dittaino. Ma in realtà Manelli, prima di passare la mano, si era di fatto defilata dal consorzio, lasciando tutto in mano alla Rizzani De Eccher. Tuttavia l'impressione è quella di essere caduti dalla padella alla brace, perché i problemi non mancano anche in casa Rizzani. Su 500 milioni di valore di produzione del lotto, al momento risultato realizzati lavori per appena una quarantina di milioni, accumulando un ritardo di oltre un anno e mezzo sulla tabella di marcia.
Oggi il cantiere è sostanzialmente fermo, i lavoratori sono in contratto di solidarietà al 75 per cento (cioè i due terzi della forza lavoro, a rotazione, è fermo) fino ad aprile. Rete ferroviaria italiana, stazione appaltante, è davanti a un bivio: o l'impresa riparte o si rischia di andare verso la rescissione del contratto con ulteriore allungamento dei tempi di realizzazione dell'opera.



