5 febbraio 2026 - Aggiornato alle 15:59
×

il sopralluogo

Niscemi, la cultura nel precipizio: corsa contro il tempo. Libri, quadri e sculture da mettere in salvo

Le dimore storiche, le chiese e le architetture civili che raccontano la nascita della città sono ora a un passo dalla linea di frana. Il punto della Soprintendente di Caltanissetta Daniela Vullo

03 Febbraio 2026, 06:31

12:07

Niscemi, la cultura nel precipizio: corsa contro il tempo. Libri, quadri e sculture da mettere in salvo

Seguici su

La frana avanza lenta e inesorabile e il centro storico vive nel precipizio. Il nucleo originario di Niscemi, sorto nel Seicento e già devastato dal terremoto del 1693, si ritrova ancora una volta sospeso in un pericoloso limbo che è anticamera dell’inferno. Le dimore storiche, le chiese e le architetture civili che raccontano la nascita della città sono ora a un passo dalla linea di frana. La Soprintendente di Caltanissetta Daniela Vullo si è ritrovata ieri mattina a fare i conti con la precarietà di un patrimonio che ha studiato con cura in passato e su cui ha scritto un libro. È lei a guidare il sopralluogo, disposto dall’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Scarpinato, tra i luoghi che raccontano la storia della città e che oggi rischiano di scomparire.

La prima tappa è la settecentesca Chiesa delle Grazie, al limite del perimetro instabile. Le tele, le sculture, gli arredi sacri del settecento: tutto ciò che può essere salvato sarà preparato per il trasferimento nei locali della Curia in Chiesa Madre. «Devono essere al sicuro - ripete la Vullo - se la frana si fermerà, le opere torneranno al loro posto. Ma per ora la priorità è sottrarle al pericolo».

Più avanti, la casa in cui sono custoditi i libri del prof. Angelo Marsiano, in via Roma è sospesa nel vuoto. Quei 4000 volumi, alcuni antecedenti al 1830 ed un esemplare del 1500, potrebbero finire nel precipizio da un momento all’altro. È il punto più fragile, quello che più inquieta tecnici e amministratori. «Faremo il possibile», assicura la Soprintendente, consapevole che ogni decisione dipende dalle valutazioni della Protezione civile e dei vigili del fuoco. Tra mappe, libri di letteratura, appunti non reperibili altrove, quella biblioteca è un archivio identitario, la cui perdita significherebbe cancellare la storia di Niscemi. Perciò per salvare quei testi si è mobilitato il mondo della cultura con gli appelli lanciati da scrittori come Gaetano Savatteri, Nadia Terranova e Stefanoa Auci. «Salvare la biblioteca - dice la Auci - non è solo un atto di rispetto per Niscemi, ma anche un gesto d’amore verso il nostro passato che merita protezione, cura e amore».

Dentro la zona rossa restano irraggiungibili i palazzi storici. Architetture che custodiscono secoli di storia. La situazione di assoluta criticità è quella di Palazzo Iacona. «All’apparenza non sembra avere lesioni ma si trova nella linea entro i 50 metri - dice la Soprintendente - ma il palazzo aveva già problemi strutturali e la proprietaria aveva iniziato i lavori poco tempo prima della frana». Una relazione dettagliata sui beni a rischio e gli interventi da poter fare subito è stata inoltrata a Palermo all’assessore Scarpinato che è fiducioso. «Abbiamo messo in campo ogni azione utile a tutela del patrimonio culturale - dichiara Scarpinato - e con la collaborazione tra enti e istituzioni speriamo di mettere in sicurezza tutti i beni».