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Il cantiere Cmc della Catania-Ragusa fermo, l'ansia dei lavoratori in sciopero. «Un intervento istituzionale non è più rinviabile»

Tre mesi senza stipendio e una situazione di limbo che preoccupa, con la nuova società che non prende impegni formali aspettando Anas

09 Febbraio 2026, 14:11

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Tre mesi senza stipendio, il cantiere fermo, il silenzio dell'impresa titolare dell'appalto e delle istituzioni. È il contesto in cui 70 lavoratori impegnati nel terzo lotto della Catania-Ragusa domani torneranno a scioperare. Lo avevano già fatto nelle settimane scorse ma nulla è cambiato. L'appuntamento è per le 7 allo svincolo di Vizzini sulla statale 514, al cantiere del consorzio Achates, dove inizialmente convivevano due big del settore delle costruzioni in Italia: Manelli e Rizzani de Eccher. E dove da dicembre è subentrata la Cmc Ravenna spa, anche se manca ancora la presa d'atto formale del subentro da parte di Anas

Un passo indietro. Il terzo lotto del raddoppio stradale tra Catania a Ragusa è il più tormentato. Mentre gli altri segmenti - appaltati ad altre imprese - vanno avanti, questo è fermo a poco più del 3 per cento di avanzamento lavori, in grave ritardo. Prima si è defilata la mandataria Rizzani de Eccher per problemi societari. Quindi lo scorso novembre ha preso il timone Manelli costruzioni: giusto il tempo di subentrare e dichiarare l'istanza di procedura negoziata di crisi a livello nazionale. Dal 1 dicembre la Cmc Ravenna spa subentra a Manelli, con lo strumento dell'affitto di ramo d'azienda per 24 mesi, un passo preliminare a un successivo probabile acquisto. Da giugno Cmc ha una nuova compagine e nuovi proprietari: non è più la cooperativa che nel passato è stata protagonista (anche in Sicilia e non sempre nel bene) di grandi appalti. Ora è una spa, acquistata da Alpha General Contractor, guidata da Asmaa Gacem, 30 anni, imprenditrice italo-marocchina, e dal marito avvocato Antonio Politano.

Nell'isola si ritrova titolare di diversi cantieri, da Palermo alla metropolitana di Catania, fino alla Ragusana. Qui, come detto, non risponde direttamente ma attraverso il consorzio Achates. E Anas deve ancora perfezionare la presa d'atto del subentro. È per questo, secondo Cmc, che c'è un ritardo nei pagamenti. Per l'esattezza, l'ultimo stipendio che hanno visto i 70 dipendenti del Consorzio è quello di ottobre. Con pesanti difficoltà economiche e una grande preoccupazione per il futuro.

«Anche perché al silenzio della società Cmc si è aggiunto quello delle istituzioni», denuncia Domenico Murabito, segretario territoriale della Filca Cisl Catania. Domani lo scioperò sarà unitario, insieme alla Cisl hanno aderito la Fillea Cgil e la Feneal Uil. Il 4 febbraio le organizzazioni sindacali hanno scritto al Prefetto di Catania Pietro Signoriello e al sub commissario straordinario della Ragusa–Catania, l'ingegnere dell'Anas Sergio Cicero (il commissario è il presidente della Regione Renato Schifani). «Riteniamo non più rinviabile - scrivono - un intervento istituzionale volto a fare chiarezza sulle responsabilità e sulle procedure in corso, in particolare sulla fase di subentro della CMC S.p.A. e sull’iter autorizzativo spettante ad Anas, che finora appare non completamente definito».

Cmc si sarebbe impegnata verbalmente ad assumere direttamente i lavoratori del Consorzio subito dopo la presa d'atto da parte di Anas. Resta però da vedere a partire da quale data verrà fatto partire formalmente il subentro. Dettaglio da cui potrebbe dipendere il pagamento degli stipendi. Resta in ogni caso in sospeso la mensilità di novembre, rientrante ancora sotto la gestione Manelli. Dal canto suo, vista la situazione ancora non definita, Anas ha congelato tre milioni di pagamenti alle imprese per avanzamento stato lavori. 

L'azienda ha ribadito pochi giorni fa che «lstallo attuale deriva da criticità pregresse, ereditate dalla precedente gestione Manelli e non imputabili a CMC». E che «ha già provveduto a trasmettere alle stazioni appaltanti competenti tutta la documentazione necessaria per l’avvio delle procedure di subentro».  Resta al momento un limbo in cui permangono l'avanzamento dell'opera e lo stato dei lavoratori che domani annunciano iniziative eclatanti al cantiere.